“Stavo per schiaffeggiare la Fornero, poi un collega deputato mi prese il braccio e mi fermò”. Maurizio Bianconi, deputato di Conservatori e Riformisti, racconta così Radio Cusano Campus quando, in Parlamento, stava per schiaffeggiare l’ex ministro Fornero. “Io ero scandalizzato al di là di ogni limite per la composizione del Governo. Questa signora, poi, non ha trovato di meglio che togliere la pensione a chi ce l’aveva e fare una riforma sulle spalle della povera gente. In questo contesto, però, riesce a lasciare circa 700.000 italiani senza stipendio e – continua – senza pensione, dicendo che poverina aveva sbagliato. E nessuno le ha fatto niente. Per questo cercavo un gesto eclatante”. “Come fece D’Annunzio con Giolitti al tempo dello scandalo della Banca Romana. Un mio collega parlamentare, nonché carissimo amico, purtroppo – afferma Bianconi -, mi ha visto e me lo ha impedito. Ero arrivato a mezzo metro dalla Fornero. Avevo già alzato la mano per darle lo schiaffo. Lo schiaffo non era un atto di violenza, ma semplicemente di disprezzo. Non le avrei fatto male, avrei lanciato semplicemente un guanto di sfida”. E precisa: “Non le avrei fatto del male, anche perché per far male alla Fornero non ci vuole uno schiaffo, quella non l’ammazza neanche il cianuro, non c’è violenza che tenga, è peggio della strega di biancaneve. Crudelia – conclude – in confronto a lei è una dilettante, lei chiagne e fotte, piange e poi distrugge la gente”