Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. La Bang Gang di Eva Husson, anteprima in Italia al prossimo festival Rendez-Vous di Roma il 7 aprile 2016, e probabile uscita in sala italiana nello stesso mese, è una reiterata gang bang tra minorenni tutta virata sui caldi colori del tramonto dell’oceano e con una dolenza necessaria dei giovani protagonisti per non bollare il tutto come pornografia.

In questo esordio su grande schermo della Husson, presentato a Toronto 2015 e all’ultimo festival di Londra dove ha fatto parecchio discutere, c’è tutta l’ambiguità morale e la prurigine sessuale di un discorso estetizzante alla Kids aggiornata all’era del web e degli smartphone. In un ricco sobborgo della città di Biarritz, sulla costa atlantica della Francia, la sedicenne George (Marylin Lima) si innamora di Alex (Finnegan Oldfield). E per ottenere la sua attenzione propone al proprio gruppo di amici di iniziare un gioco collettivo in cui scoprire, e spingersi oltre, i limiti della loro sessualità, nelle case lasciate vuote dai genitori durante l’estate.

È stato presentato a Toronto 2015. All’ultimo festival di Londra dove ha fatto discutere perché in qualche mondo sfiora la pornografia

Prima Alex, Nikita, Laetitia e Gabriel, poi tutto il liceo verrà coinvolto nelle fantasie erotiche e nelle macchinazioni della protagonista che gira in skateboard e osserva il mare con una malinconia pastello molto anni novanta. Variety ha ironizzato molto dopo la visione a Toronto nel settembre 2015 spiegando che questo film “è la storia di una ragazza di nome George che crede sinceramente di aver inventato il concetto di “swingerparty”, raccontata da una giovane regista che si autoassolve come se prima di lei Larry Clark, Gus Van Sant e Sofia Coppola non avessero già fatto lo stesso film”.

Il giudizio della bibbia del cinema hollywoodiano poi si stempera un po’ ricordando un aspetto cruciale di Bang Gang, sottotitolo Una moderna storia d’amore: dopo tanti sguardi maschili sul tema questa volta dietro la macchina da presa c’è una donna.

“Bang Gang è un film di sull’innamoramento adolescenziale nel bel mezzo di una apocalisse sessuale”, ha spiegato ai giornali statunitensi la Husson. “Non era tanto il lato sessuale che mi interessava raccontare, ma ero davvero curiosa di capire come questi giovani, senza alcuna particolare predisposizione per questo tipo di comportamento, fossero stati in grado di andare così lontano a livello mentale. Mi piacerebbe che gli spettatori usciti dalla sala fossero toccati dalla storia d’amore che viene a crearsi tra George e Gabriel. Mi piacerebbe che alcuni frammenti del film saltassero fuori all’improvviso nella mente degli spettatori, come un’eco impressionista, ricordando questo forte personaggio femminile che passa attraverso momenti molto intensi e difficili per la sua giovane vita, ma che infine trova la sua strada”.

Per Variety Larry Clark, Gus Van Sant e Sofia Coppola hanno già fatto lo stesso film ma in questo caso la protagonista è una ragazzina

Il quotidiano francese Liberation ha sottolineato come il film sia pieno di “droghe, sms, e di una quantità infinita di immagini intime messe online in modo da rappresentare la ‘modernità’ di questi giovani iperconnessi anche quando abitano a pochi passi l’uno dall’altro”.

Terreno minato quello della sessualità adolescenziale al cinema, che rischia sempre di franare nella voragine del voyeurismo. In questi giorni a Bologna, durante il festival Youngabout 2016 sullo stesso identico tema, di mescolanza tra sesso per sedicenni, chat con foto intime e porzioni di nudità, il regista russo Andrey Zaytsev ha ottenuto un risultato ben più denso, magmatico e realistico nel suo 14 + ambientato nei meno ricchi sobborghi di Mosca. Questione di punti di vista, e del porsi un preciso limite di ciò che l’occhio e l’anima del metteur en scene vuole mostrare al pubblico mantenendo una sorta di rispetto e di distanza dal soggetto/oggetto inquadrato.

In Francia, Bang Gang è uscito a gennaio 2016 senza fare troppi sfracelli al botteghino e con un divieto ai 12 anni. Anche se l’associazione cattolica Promouvoir, che nel recente passato era riuscita a far vietare ai 18 anni Love di Gaspar Noe e ad annullare il visto di censura alla Palma d’oro La vita d’Adele, ha chiesto una revisione del film da parte della commissione statale sostenendo che Bang Gang è un film pornografico e “con troppe scene di sesso”.