A me Bertolaso non fa né caldo, né freddo. Lo ritengo semplicemente inadatto per essere sostenuto dalla Lega. Lui dice che non gliene frega niente, quindi basta. Partita chiusa. Non interessiamo a lui e lui non interessa a noi”. Sono le caustiche parole del leader della Lega, Matteo Salvini, durante la tramissione “Onda libera”, su Radio Padania. Il segretario del Carroccio commenta anche le critiche di Silvio Berlusconi sul dietrofront della Lega a Roma: “Ho letto un po’ di tutto su di me: sarei un pappone, un Neanderthal, un ragazzotto. Non so quale sia il complimento migliore. Ma non sto a rispondere a polemiche di questo livello. Noi abbiamo un progetto ben preciso che punta a vincere e non a partecipare”. Salvini menziona con toni canzonatori anche un discusso tweet, poi cancellato, di Bertolaso (“Toglieremo i cassonetti, così evitiamo che i rom rovistino. E’ uno dei modi per combattere le situazioni di illegalità”): “Ma come fai a dire una roba del genere? Se un rom ruba, non è che chiudi il campo rom ma togli il cassonetto. Allora togliamo anche i semafori, così i rom non stanno lì a rompere le palle”. E, dopo aver rassicurato un leghista indipendentista anti-Italia che lo taccia di essersi troppo “italianizzato”, sottolinea: “Il centrodestra in questo momento pare in ordine sparso. Non penso a riedizioni di vecchie alleanze di centrodestra, riedizioni di vecchie frittate in cui poi si litiga. La Lega è così, o di qua o di là, niente compromessi. Noi siamo alternativi a Renzi mentre c’è in giro qualcuno che forse ha nostalgia degli inciuci con lui”. Inevitabili le stoccate al Pd (“è un cataclisma naturale”), al sindaco uscente Pisapia (“è una brava persona, ma a Milano lascia il nulla arancione”), a Renzi (“ormai abbiamo presidenti del Consiglio eletti alla slot machine”) e al M5S: “Patrizia Bedori dei 5 Stelle si è ritirata nella corsa a sindaco di Milano? Poveretta. L’aveva scelta il ‘popolo della rete’ con 150 click. Grillo e Casaleggio le hanno detto: ‘Bella mia, spostati. Abbiamo bisogno di altro’