Si chiama “OuiHop” e parla – per ora – solo francese la nuova app che promette di far concorrenza ai taxi ed a Uber, digitalizzando il pollice alzato con il quale, fin qui, si sono chiesti i passaggi. L’app, infatti, consentirà – per soli due euro al mese – di chiedere passaggi illimitati, nelle grandi città e verso le grandi città, a chiunque la installi sul proprio smartphone. Ed ad offrire i passaggi saranno privati cittadini, con la loro automobile e del tutto gratuitamente, solo per il piacere di fare una buona azione.

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Ma, dicono i creatori dell’app, per incentivare i conducenti a dare qualche passaggio in più di quanto suggerirebbe il cuore da solo è previsto che chi offre un passaggio possa poi, a sua volta, beneficiare gratuitamente del servizio ed approfittare di buoni sconto ed altre offerte promozionali dei partner di OuiHop.

Gratis o quasi gratis, insomma per passeggeri e conducenti.

L’App, appena lanciata in Francia, è un incrocio tra Bla Bla Car – che ha, sin dall’inizio, scommesso sulle tratte medio-lunghe – e la celeberrima Uber Pop alla quale, in Italia, i giudici hanno imposto lo stop.

E, benché, OuiHop minacci di prendere il posto di Uber negli incubi dei tassisti di mezza Europa, mettere fuori legge il suo modello di business sembra, questa volta, davvero difficile almeno quanto lo sarebbe vietare l’autostop in città. I conducenti di OuiHop, infatti, oltre a non chiedere nessun contributo a fronte dei passaggi che offrono ai novelli autostoppisti 2.0, decidono in totale autonomia, prima di prendere a bordo chicchessia, la loro destinazione e, quindi, offrono passaggi solo a chi sia diretto nella stessa direzione.

E’ difficile anche rispolverare il vecchio argomento di un tempo secondo il quale fare l’autostop è pericoloso per passeggeri e conducenti. Non che non lo sia, naturalmente, ma, probabilmente, con OuiHop lo è di meno di un tempo dato che alla fine di ogni corsa, conducente e passeggero possono dare un feedback al proprio compagno di viaggio.

Guai a fare profezie o provare ad indovinare se e quanto successo avrà l’app appena lanciata in Francia ma non c’è dubbio che se dovesse averne rappresenterà la miglior conferma di quanto importante sia trovare un modo per regolamentare la sharing economy, rinunciando una volta per tutte ad opporre divieti inutili ed anacronistici.

L’innovazione è come l’acqua, per quanto si possa provare ad ostacolarne il passaggio, trova sempre una strada.