Cir, la holding della famiglia De Benedetti, nel 2015 ha registrato un utile di 42 milioni di euro, a fronte della perdita di 23,4 milioni del 2014. E si prepara a distribuire un dividendo di 0,044 euro per azione ai soci, a partire dalla Cofide controllata da Rodolfo, Marco ed Edoardo De Benedetti attraverso la Fratelli De Benedetti sapa. Il gruppo a cui fanno capo Espresso e Repubblica, che all’inizio di marzo ha chiuso un accordo con Fiat e Itedi per l’acquisto di Stampa e Secolo XIX, deve il ritorno al “nero” all’aumento del margine operativo lordo della partecipata Sogefi, che vende componentistica auto anche alla stessa Fiat (115,5 milioni contro i 109,5 del 2014), e di Kosche opera nel settore della sanità con ospedaliresidenze per anziani, centri di riabilitazione, cliniche psichiatriche e comunità terapeutiche. Ha contributo anche la plusvalenza di 41 milioni derivante dalla cessione per 64 milioni del 17,4% in Swiss Education Group, gruppo svizzero che si occupa di formazione manageriale.

I ricavi del gruppo presieduto da Rodolfo De Benedetti sono ammontati a 2,5 miliardi, in crescita del 6,3% rispetto ai 2,39 del 2014. Aumento, spiega la nota del consiglio di amministrazione guidato da Monica Mondardini, “trainato da Sogefi e Kos, che hanno conseguito crescite rispettivamente dell’11,1% e 11,9%”. Kos, che ha visto l’ebitda salire da 60,4 a 76,3 milioni e l’utile netto da 12,3 a 19,8 milioni, si avvia verso il riassetto: il 10 marzo il consiglio di amministrazione del fondo F2i ha dato il via libera all’acquisto del 37% della società dal private equity francese Ardian. Cir a sua volta rileverà una parte della quota di Ardian salendo a circa il 63% e diventando, a valle dell’operazione, socia del fondo partecipato da Cassa depositi e prestiti, le fondazioni bancarie, Intesa e Unicredit e alcune casse previdenziali. Anche per Sogefi, che ha visto il risultato netto scendere da 3,6 a 1,1 milioni, è allo studio un piano di rilancio che mira ad aumentarne la redditività “del tutto insufficiente”.

Nel complesso, il margine operativo lordo di Cir è stato di 218 milioni, in aumento del 10,9% rispetto ai 196,8 del 2014. L’indebitamento finanziario netto consolidato al 31 dicembre 2015 ammontava a 121,7 milioni rispetto a 112,8 del 2014 e la posizione finanziaria netta della capogruppo era positiva per 417,9 milioni, dai 379,5 di fine 2014. Nel 2014 come è noto il gruppo si è anche liberato della zavorra Sorgenia: la società energetica, affossata dai debiti, è passata sotto il controllo delle banche creditrici.