Ucraina: fabbrica chimica altamente inquinante

Warren Buffett è considerato il più grande esperto di investimenti finanziari di sempre. Nel 2008, secondo la rivista Forbes, è stato l’uomo più ricco del mondo, mentre nel 2015, con un patrimonio stimato di 72,7 miliardi di dollari, sarebbe il terzo uomo più ricco del mondo. Nella sua lettera annuale agli investitori, Buffett si occupa di rischi per utenze elettriche.

L’investitore miliardario dice che le energie rinnovabili e l’efficienza stanno spingendo le compagnie energetiche in un ambiente più competitivo. Buffett ha delineato i rischi che la generazione distribuita comporta per le società elettriche tradizionali, che stanno cominciando ad operare all’interno di un modello economico che cambia, entrando in un periodo di incertezza. “Questo perché le utility erano di solito l’unico fornitore di un prodotto necessario e sono state autorizzate ad un livello di prezzo che ha dato loro un ritorno prestabilito sul capitale che hanno impiegato”. Il guru degli investimenti ha assicurato gli investitori che i servizi delle società elettriche di sua proprietà rimarranno competitivi in seguito all’adozione da parte loro delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica, e una maggiore attenzione all’efficienza operativa.

Le società di Buffett, prevedono inoltre di aumentare gli investimenti in progetti di energia rinnovabile su larga scala a sostegno degli obiettivi internazionali sul clima. “Qualunque sia il modello dominante, distribuito o centralizzato, ha sostenuto Buffett, bisogna cavalcare la transizione e uscire dai fossili”. Queste dichiarazioni di un esperto finanziario, tengono conto delle decisioni politiche che la Casa Bianca sta varando per espandere l’energia solare al dettaglio da impianti sui tetti tradizionali con il sostegno ai modelli in cui le famiglie e le imprese investono in impianti solari condivisi. Obama ha annunciato che in 68 città, gli stati e le imprese hanno firmato per promuovere comunità solari, con particolare attenzione alle famiglie a basso e medio reddito.

Intanto Enel, con notevole saggezza e preveggenza, sta emettendo 3,1 miliardi di euro per riacquistare le azioni di Enel Green Power SpA, lo sviluppatore di energia rinnovabile venduto nel 2010, per integrare nel suo portafoglio un business i cui guadagni sono in piena espansione. L’accordo consente a Enel di realizzare la crescita più rapida della sua unità di energia verde in un momento in cui in Italia, anche per la politica del governo a favore dei fossili, la performance del mercato azionario per le aziende di energie rinnovabili non è stato brillante. Analoghe operazioni sono avvenute in Spagna (Iberdrola SA ha acquistato l’unità Iberdrola Renovables) e in Portogallo (EDP Renovaveis), con l’intento di realizzare una maggiore flessibilità nel mercato dei capitali.

A fronte di queste prese di posizione non di incalliti ambientalisti, ma di oculati manager finanziari e industriali c’è da chiedersi come possa il governo italiano e le lobby che lo affiancano aver disposto la trivellazione in mare e la creazione di infrastrutture perché l’Italia sia il futuro leader europeo… del gas e del petrolio! Non solo trivelle, ma anche sostegno al gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP) che dovrebbe aver sbocco sull’Adriatico, come l’elettrodotto da costruire tra le sponde balcaniche e abruzzesi per portare da noi l’elettricità da carbone prodotta da A2A in Montenegro. E, inoltre, un piano assurdo di tralicci nord-sud per portare l’energia rinnovabile del sud a compensarsi con quella fossile del Nord, anziché creare stoccaggi locali, reti intelligenti e decarbonizzazione, con la chiusura delle centrali a carbone e l’eccesso di turbogas inutilizzati.

E’ la politica energetica del Paese che deve essere ripensata dopo la Cop21. Sempre che se ne possa discutere e si dia la parola alla società e ai cittadini. Perciò occorre sfruttare l’occasione del referendum del 17 Aprile, discutendone da subito e denunciando che è stato appositamente anticipato nel calendario dal Consiglio dei Ministri, forse proprio per togliere tempo e argomenti ad una approfondita discussione.