“Il referendum costituzionale è una scadenza fondamentale; a dispetto dei pronostici i sostenitori del No possono farcela, se sapranno comunicare”. A dirlo è Michelangelo Tagliaferri, fondatore dell’Accademia della Comunicazione di Milano, professionista di lungo corso della ricerca sociale. “Il consiglio che darei ai comitati per il No è di parlare in modo semplice, spiegare a tutti le questioni essenziali con esempi concreti”. Per Tagliaferri, in caso di sconfitta Matteo Renzi non lascerà la politica: “Trasformare il referendum in un plebiscito è una semplificazione autoritaria che gli viene comoda per annullare il confronto sui contenuti”. E’ necessario dunque mettere al centro le questioni di merito attraverso “una campagna pop, che utilizzi ogni mezzo espressivo e ogni linguaggio disponibile”. “I grandi media staranno per lo più dalla parte del Sì – prosegue Tagliaferri – ma la combinazione fra rete internet e rete territoriale è uno strumento formidabile”. I volontari dei comitati “devono andare in giro a coinvolgere le persone, parlando con il cuore, dicendo quel che davvero sentono, per richiamare la voglia di partecipazione in alternativa a un disegno che concentra il potere e riduce lo spazio della libertà”  di Piero Ricca, riprese Ricky Farina