Tre anni di pontificato per Papa Francesco ma a fare il regalo è stato lui. Alle migliaia di fedeli presenti in piazza San Pietro per l’Angelus, Bergoglio ha voluto donare il Vangelo tascabile di Luca che si legge durante il Giubileo straordinario della misericordia in corso. “Il libretto – ha spiegato Francesco – è stato intitolato così: ‘Il Vangelo della misericordia di san Luca’; infatti l’evangelista riporta le parole di Gesù: ‘Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro’, da cui è tratto il tema di questo Anno Giubilare. Vi sarà distribuito gratuitamente – ha aggiunto il Papa – dai volontari del dispensario pediatrico ‘Santa Marta” in Vaticano, con alcuni anziani e nonni di Roma. Quanto sono preziosi i nonni e le nonne che trasmettono la fede ai loro nipotini. Vi invito a prendere questo Vangelo e a leggerlo ogni giorno; così la misericordia del Padre abiterà nel vostro cuore e potrete portarla a quanti incontrate. E alla fine ci sono le sette opere di misericordia corporali e le sette spirituali. Sarebbe bello se le imparaste a memoria così sarà più facile farle”.

All’Angelus Francesco ha commentato il brano del Vangelo della quinta domenica di Quaresima che presenta l’episodio della donna adultera che la folla vorrebbe lapidare. “La risposta di Gesù – ha spiegato il Papa – spiazza gli accusatori, disarmandoli tutti nel vero senso della parola: tutti deposero le ‘armi’, cioè le pietre pronte a essere scagliate, sia quelle visibili contro la donna, sia quelle nascoste contro Gesù”. Per Francesco “basta lo sguardo pieno di misericordia e di amore di Gesù, per far sentire all’adultera, forse per la prima volta, che ha una dignità, che lei non è il suo peccato, che può cambiare vita, può uscire dalle sue schiavitù e camminare in una strada nuova. Quella donna rappresenta tutti noi, peccatori, cioè adulteri davanti a Dio, traditori della sua fedeltà. Tutti siamo peccatori, per esempio quando sparliamo degli altri. E quanto bene ci farà lasciar cadere a terra le pietre che scagliamo agli altri”. Secondo il Papa, infatti, “Dio non ci inchioda al nostro peccato, non ci identifica con il male che abbiamo commesso. Ci vuole liberare, e vuole con anche noi lo vogliamo insieme con lui. Vuole che la nostra libertà si converta dal male al bene, e questo è possibile con la sua grazia”.

Una lotta, quella tra il male e il bene, che si è verificata più volte in questi tre anni di pontificato di Francesco. Dalla piaga della pedofilia agli scandali finanziari che hanno investito la Santa Sede, alla vicenda Vatileaks 2 con il processo ancora in corso. Anni segnati anche da viaggi significativi: dal primo, quello a Lampedusa seguito da numerosi appelli in favore degli immigrati, all’ultimo, quello in Messico con il monito contro il narcotraffico. Tre anni segnati anche da storici successi diplomatici, come l’inizio del disgelo tra Usa e Cuba, e religiosi, come lo storico abbraccio con il Patriarca di Mosca Kirill avvenuto a L’Avana.

“L’inizio del quarto anno del pontificato di Francesco – ha scritto il direttore de L’Osservatore Romano  Giovanni Maria Vian – coincide con la pubblicazione del suo terzo grande documento: dopo quello programmatico sulla gioia di annunciare il Vangelo e dopo l’enciclica sociale sulla cura della creazione, si può immaginare che anche l’imminente esortazione apostolica sulla famiglia si rivolgerà non solo all’interno della Chiesa cattolica. In linea con la missione, cifra e chiave di volta del pontificato e, prima ancora, di tutta la vita di Bergoglio”. Con la certezza, però, che anche nel futuro per Francesco i nemici non mancheranno.

Twitter: @FrancescoGrana