“In una situazione in cui sarei un ulteriore elemento di divisione, non sarò candidato alle prossime elezioni amministrative”. L’ex ministro Massimo Bray annuncia così, con un post su Facebook, che non si candiderà a sindaco di Roma. “La difficoltà di questa scelta – aggiunge – si accompagna alla consapevolezza di aver sempre deciso autonomamente, in assoluta indipendenza e libero dalle dinamiche di cui sembrano soffrire la politica e i partiti e che ritengo siano tra le cause della sempre maggiore lontananza dei cittadini dalla partecipazione attiva alla vita pubblica”. Con questo no, l’ex ministro della Cultura sceglie di dedicarsi solo al suo incarico in Treccani, e lasciare la competizione elettorale agli altri nomi in lizza. Ferma restando la candidatura di Roberto Giachetti, il nome scelto per il Pd, rimane aperta la competizione per l’area di Sinistra Italiana e Sel, nella quale appunto era attesa la candidatura di Bray. Al nome di Fassina si aggiungerà forse quello dell’ex sindaco Ignazio Marino, che non ha ancora annunciato se intende candidarsi o no per tornare al Campidoglio.

“Al contrario – prosegue Massimo Bray – un progetto per rigenerare Roma deve basarsi sulla capacità di ascolto e di dialogo, sulla centralità della cultura, sui valori di libertà e sulla politica dei grandi ideali, scelte fondamentali, antidoti a quelle prepotenti pulsioni illegali che hanno assunto carattere dominante. Ringrazio le donne e gli uomini che in questi giorni mi hanno chiesto di candidarmi alle elezioni per sindaco di Roma. Ringrazio le ragazze e i ragazzi che in forme differenti mi hanno sostenuto con entusiasmo, fatto sentire la loro stima sincera, l’amicizia fatta di valori e di passioni ma non sarò candidato”. Esultano dalle parti del Pd. “Correttezza e lealtà Massimo Bray gli fanno onore: avere le proprie idee non significa picconare il partito”, è il commento che diffonde tramite Twitter il deputato Michele Anzaldi.