Negli anni in cui la comunicazione politica passava più dai muri che dalle televisioni, l’attacchinaggio abusivo era quasi un must. Tra rivali ne succedevano di tutti i colori. Squadre di attacchini di fede politica opposta erano pronte a darsele di santa ragione pur di difendere i propri spazi e conquistarne di nuovi. Le cattive abitudini, si sa, sono dure a morire e ancora oggi in tempo di elezioni c’è sempre chi tenta di fare il furbo allargandosi oltre il proprio territorio. Ma mai si era sentito di invasioni di campo a danno di colleghi del proprio partito.

La circostanza è si verificata invece in Svizzera, a Losanna. A macchiarsi della colpa è stato Claude Alain Voiblet, uno dei vicepresidenti dell’Udc e figura di spicco del partito svizzero di ultradestra, che per aver “vandalizzato” alcuni manifesti elettorali nel corso della campagna per le ultime elezioni federali è stato espulso dalla sezione cantonale. La decisione è stata presa la sera del 10 marzo, quando il politico, deputato del gran consiglio del canton Vaud, non ha saputo spiegare il gesto di cui era accusato.

Stando alle accuse, sostenute da prove video, Voiblet avrebbe coperto con i suoi manifesti quelli di due colleghi di partito: Fabienne Despot e Michaël Buffat, anche loro candidati. Assieme a Voiblet è stato sospeso dall’Udc anche Pierre Oberson, responsabile del distretto di Losanna. I due si sono difesi prima negando di aver preso parte alle sessioni di attacchinaggio incriminate, poi spiegando di aver coperto solamente i manifesti deteriorati. Le scuse accampate dai politici non sono servite a far cambiare idea alla commissione incaricata di valutare la loro situazione, tant’è che nella notte l’Unione Democratica di Centro ha diramato un comunicato che non lascia spazio ad interpretazioni: “Ci sono prove che attestano la partecipazione dei due ad attività illecite che hanno coperto di ridicolo l’Udc – si legge nella nota -. Con dispiacere e tristezza il comitato centrale non ha avuto altre alternative che di constatare l’impossibilità di proseguire la collaborazione con le persone incriminate”.

I membri del comitato sono rimasti costernati per l’atteggiamento dei due, che hanno contestato i fatti nonostante ci fossero prove della loro partecipazione a questi atti illeciti”. L’Udc ha definito “incalcolabile” il danno di immagine derivante dal comportamento dei due. La loro espulsione è stata votata a larga maggioranza (14 voti a 2 contro Voiblet). Per la cronaca, nonostante l’attacchinaggio selvaggio, Voiblet lo scorso ottobre non ha centrato il risultato, mancando l’elezione al consiglio federale.