A Roma e Napoli le primarie del Pd hanno generato un polverone, ma a Santa Luce, Comune pisano di 1700 abitanti, il partito si sta superando: al centro della polemica è finito, anche se indirettamente, il monastero buddista di Pomaia Lama Tzong Khapa, una delle realtà più importanti d’Europa. Una ventina di persone all’interno dell’istituto, tra dirigenti laici e collaboratori, si sono tesserati al Pd e, come da regolamento, hanno chiesto le primarie in vista delle elezioni amministrative. La risposta dei vertici locali del partito è stata un no. “Le 23 tessere sono arrivate quando i giochi erano già fatti – spiega a ilfattoquotidiano.it Enza Mascia, segretaria del Pd di Santa Luce – Il partito si è già confrontato da tempo con i propri iscritti, decidendo di ricandidare senza primarie il sindaco uscente Andrea Marini. C’è stato tutto il tempo per farsi avanti prima, perché queste persone si sono mosse all’ultimo?”. Ma il rifiuto non è piaciuto ai nuovi iscritti e il partito si è spaccato. Per cercare di ricucire lo strappo il Pd regionale ha inviato a Santa Luce come commissario l’ex europarlamentare Monica Giuntini. Nella prima riunione hanno partecipato una cinquantina di persone ma non i vertici locali (“avevamo da tempo fissato un altro incontro con i cittadini” si giustifica Mascia): al termine della riunione una parte dei presenti ha chiesto di candidare alle primarie del 3 aprile Giamila Carli, già sindaco di Santa Luce negli anni Novanta. “Mi auspico che anche Marini partecipi” dice Giuntini.

Secondo Mascia i vertici del partito hanno intrapreso il percorso corretto: “A fine gennaio contavamo 16 tessere e avevamo già svolto gli incontri con gli iscritti: abbiamo così contattato la federazione Pd pisana per illustrare le nostre scelte. Il 1 febbraio però da Pisa ci comunicano che negli ultimi giorni si sono iscritte altre 23 persone: iscrizioni presentate direttamente in federazione, siamo stati bypassati”. Ma Patrizio Loprete, vicedirettore laico dell’istituto, dà un’altra versione: “Ha rifiutato le nostre 23 tessere – dice al Tirreno – Le abbiamo presentate in federazione perché la segretaria non mi ha mai voluto consegnare i moduli”. Mascia parla però di “accuse pretestuose. La porta della sezione è sempre rimasta aperta”. Perché queste tessere in extremis? “E’ quello che ci chiediamo tutti” chiude Mascia. “L’istituto Lama Tzong Khapa non c’entra niente con questa bagarre pre-elettorale” precisa Loprete. Attriti per i ritardi nell’iter relativo al progetto del nuovo monastero? “Ritardi non per scelta nostra – dice il sindaco – abbiamo dovuto seguire le direttive regionali che hanno subito dei cambiamenti”.

Secondo la commissaria Giuntini la polemica sulle “tessere buddiste”  è “fuorviante e pretestuosa”. L’ex europarlamentare spiega: “I numeri secondo statuto per chiedere l’apertura delle primarie c’erano già prima di queste nuove iscrizioni: 4 dei 12 iscritti originari le avevano già chieste da tempo. Le tessere buddiste non c’entrano niente”. Giuntini precisa ancora: “Il tesseramento 2015 si è concluso il 31 gennaio 2016: le tessere buddiste sono arrivate in tempo utile e dunque sarebbero comunque valide”. Mascia avrebbe insomma dovuto “aspettare la conclusione del tesseramento per tirare le somme”. “I vertici locali del Pd, riuniti nelle segrete stanze, hanno deciso di ricandidare il sindaco uscente senza confrontarsi con nessuno – conclude la commissaria e senza rispondere alla richiesta di consultazione arrivata da iscritti e cittadini”.