C’erano anche gli studenti del triennio dell’Isis “Benedetto Varchi” all’atto della prima registrazione di una coppia omosessuale a Montevarchi, in provincia di Arezzo. A guastare la festa, organizzata dall’amministrazione comunale in occasione dell’8 marzo, sono arrivate le polemiche del centrodestra e la nota del sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi che ha sollevato qualche dubbio sulla partecipazione dei ragazzi alla cerimonia. A sollevare il caso è stato il capogruppo di “Fratelli d’Italia” in Regione Toscana Giovanni Donzelli e ora l’onorevole Giorgia Meloni, leader del medesimo partito, è pronta a presentare un’interrogazione in Parlamento.

Intanto sul caso è intervenuto anche Toccafondi: “Non bisogna utilizzare in nessun modo e in nessuna iniziativa i ragazzi come platea o come cassa di risonanza. Se la finalità educativa di un’iniziativa viene comunicata ai genitori e agli stessi studenti allora va bene altrimenti stiamo attenti. Non voglio dire che la scuola di Montevarchi ha sbagliato, rispetto l’autonomia ma quando si organizzano incontri simili va promosso un percorso di partecipazione che forse in questo caso non è stato fatto”. Il sottosegretario non ha apprezzato per nulla l’idea del preside Nedo Migliorini e del sindaco Francesco Maria Grasso: “Lo dico anche da padre: a questo punto è utile far partecipare i ragazzi anche ad una festa d’anniversario di matrimonio per i 50 anni di una coppia! In questo momento il dibattito è sulle unioni civili e allora si invitano gli studenti a questa occasione. Se il Comune e il preside vogliono far comprendere ai ragazzi cos’è la famiglia, la coppia, l’unità possono fare un ciclo di incontri. Questa iniziativa mi è sembrata solo uno spot fine a se stesso”.

Non la pensa così il dirigente della scuola convinto della bontà del progetto: “I ragazzi sono stati invitati a partecipare, come ogni anno, ad una manifestazione organizzata per l’8 marzo durante la quale era prevista la presentazione del registro delle unioni civili. Ad oggi non ho avuto alcuna contestazione da parte di nessuno. Non hanno solo presenziato alla cerimonia ma hanno visto un film, hanno discusso con la regista. Noi dirigenti siamo valutati anche per la capacità di collaborare con il territorio ho quindi pensato che questa fosse un’occasione utile”.

Migliorini butta acqua sul fuoco e spiega: “La richiesta dei genitori è passata attraverso le classi, il manifesto della manifestazione era pubblico. Non ho chiesto alcuna firma di autorizzazione perché i genitori attraverso i ragazzi e il sito della scuola, sapevano cosa sarebbe accaduto quella mattina. Al sottosegretario non ho nulla da dire, ribadisco che la mia scuola ha partecipato ad un’iniziativa promossa non da un partito o da un’associazione gay ma dall’amministrazione comunale”. Dall’altro canto il sindaco, “di tradizione democristiana”, non si rimprovera nulla anzi si stupisce della reazione del centrodestra: “Abbiamo organizzato una manifestazione dedicata ai diritti e abbiamo messo in esecuzione il registro delle unioni civili. Non si trattava di nozze. Il regolamento del registro è stato approvato nei mesi scorsi all’unanimità dal consiglio comunale dove siedono nei banchi dell’opposizione Forza Italia e una lista civica di centrodestra sostenuta dalla Lega Nord”.