Caino uccide Abele e poi comincia disperarsi per l’atto compiuto. Se noi andiamo a leggere quello che era successo prima scopriamo che Abele aveva donato a Dio degli animali ed era stato apprezzato, mentre Caino aveva donato della frutta che era stata rigettata. In termini psicologici era quindi già avvenuto qualcosa che aveva posto i semi in Caino di un insano rancore verso il fratello.

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Verso la fine della sua vita nel 1920 Freud arriva ad elaborare l’esistenza, accanto all’impulso alla vita (Eros) un, analogamente intenso, impulso alla morte (Thanatos) che definì come tendenza di tutti gli esseri viventi a ritornare allo stato originario inorganico. Secondo la M. Klein, allieva di Freud, le tendenze masochistiche sono primarie e quelle sadiche ne sono una estroflessione.

Di fronte al comportamento dei giovani romani che hanno ucciso in modo sadico Luca Varani “solo per provare a vedere che effetto fa” viene spontaneo, come ho fatto io nelle righe precedenti la ricerca di un “perché?”. La nostra mente non accetta ed ha una paura folle del vuoto razionale. Dietro c’è il timore, più o meno nascosto, di “essere come loro e che potrebbe capitare anche a me”. Ma certo che capiterebbe anche a me!

Ci sono studi di psicologia sperimentale inquietanti in cui alcuni ragazzi, studenti universitari, vengono suddivisi in due gruppi. Uno del primo gruppo, sotto la pressione dell’esaminatore, deve spingere un bottone che invia una scossa a un componente dell’altro gruppo. La scossa diviene sempre più intensa e dolorosa. Il secondo ragazzo implora di essere risparmiato ma, stimolato dal conduttore del test, il primo, nella stragrande maggioranza dei casi, va fino in fondo e cerca la distruzione del compagno. Fortunatamente è solo un test e le scosse e i lamenti sono finti ma la crudeltà psicologica è reale.

Da non molto temo è ricorso l’anniversario del Giorno della memoria in cui si celebra il ricordo dell’Olocausto. Come è potuto succedere? Soprattutto certi particolari inquietano tipo le sperimentazioni fatte dai medici che volevano eseguire delle prove per vedere ad esempio fino a che temperatura resiste il corpo e quando sotto trazione si lacera un muscolo. Io che sono medico non riesco a capacitarmi di come si possa associare un tale livello di sadismo con la ricerca scientifica che presuppone intelligenza, gusto per la scoperta e amore per il sapere.

Chi si è messo a leggere questo post credo lo faccia spinto dal timore che ho prima cercato di descrivere: se è qualcosa di incomprensibile allora può capitare a tutti? A me che sono un medico ragionevolmente dedito, coi miei limiti, a curare e lenire la sofferenza? Ai miei figli che sono giovani dell’età dei ragazzi romani? A ognuno dei lettori in un attimo di follia?

Consoliamoci: in effetti la comprensione a posteriori di solito c’è. Emergerà, quasi sicuramente, che questi ragazzi hanno avuto, ognuno a suo modo, dei traumi psichici di una certa rilevanza. Il trauma (dal greco ferita) psichico rappresenta un evento che per intensità e precocità (nell’infanzia quando siamo più incapaci di reagire) non ci ha permesso di rispondervi adeguatamente. Si è trattato di un momento di eccitazione cerebrale eccessiva che non siamo stati in grado di elaborare. Questo trauma, mai compreso e analizzato, ha portato alla “coazione a ripetere” la tendenza cioè a ricercare emozioni ed eccitamenti psichici analoghi o di intensità pari a quelli del trauma originario con il desiderio inconscio di “dominare questa volta l’eccitazione psichica e controllarla”.

Questi ragazzi presumibilmente da anni ricercavano emozioni forti come lo sballo con alcol e droghe, le corse in macchina per sfidare la morte, le risse in cui puoi distruggere o essere distrutto. L’idea di confrontarsi a tu per tu con la morte li eccitava; sia la propria morte che quella di un altro.

Vi ha consolato e convinto questa spiegazione? O ancora in voi permane una sottile inquietudine? Ogni spiegazione infatti è puramente razionale. Anche se bella e ragionevole non incide sul livello emotivo ed istintivo. Una parte profonda in noi reagisce emotivamente e con l’istinto: occorre uccidere subito questi delinquenti! Distruggerli! Non devono fare parte dell’umanità a cui io appartengo! Io non sono come loro! Non posso accettare di avere una parte del cervello animalesca che in situazioni di forte tensione reagisce senza che ci sia il controllo della razionalità.