Primarie-Napoli-675

Quanto costa il tuo voto? Un euro, cinque, dieci? Di nuovo e ancora Napoli, di nuovo il rito della mazzetta, l’odore sporco dei soldi, il voto venduto. Come se il passato nulla avesse insegnato, la candidata vittoriosa alle primarie del Pd Valeria Valente ha goduto dell’appoggio logistico e strategico dei danari, non sappiamo quanti ma quelli che abbiamo visto sul sito Fanpage già bastano. Ha goduto dell’aiutino che ha permesso a militanti distratti di intercettare sulla scheda elettorale proprio il suo di nome.

A essere irredimibile non è Napoli, la sua povertà e i suoi vizi, ma la classe politica che non conosce altro modo di tutelare la propria reputazione che tenerla a bagnomaria nell’acqua sporca, infangata forever.

Lo fa perché non ha passione di lottare per cambiare col proprio impegno la postura servile e clientelare, non ha intenzione di spendersi perché i bisogni dei più deboli non siano sempre contraffatti e tacitati con un’elemosina. Interessa soltanto vincere, e per vincere l’unica cosa veloce e indolore è sganciare un po’ di euro: uno, dieci, cento, mille euro?

Non è Napoli che deve arrossire, ma chi ha pensato di poter chiedere alla città di votarla dichiarando di volerla governare e invece la fa vergognare.