I dati fiscali – e personali – dei contribuenti messi potenzialmente a rischio dalla pirateria informatica. Secondo quanto rilevato dai tecnici del Garante della Privacy, l’Anagrafe Tributaria (una delle più importanti e delicate banche dati pubbliche) presenta “rilevanti criticità” nelle “misure di sicurezza” e nella “qualità dei dati utilizzati per la selezione dei contribuenti ai fini dell’accertamento sintetico”. In altre parole non è abbastanza difficile, per i pirati informatici, riuscire ad accedere abusivamente ai dati sensibili, non solo patrimoniali, delle dichiarazioni fiscali compilate online. L’Authority della Privacy guidata da Antonello Soro ha segnalato le criticità in due lettere, una al direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi e l’altra al ministero dell’Economia di Pier Carlo Padoan.

“Il Garante – ha denunciato Soro –  ha riscontrato alcune significative problematiche nell’ambito di una recente attività ispettiva avviata all’esito di precise segnalazioni. In particolare, rispetto ad alcune prescrizioni formulate all’Agenzia nell’ambito di specifici provvedimenti, che risalgono addirittura al 2008, sono state riscontrate numerose ed importanti criticità riguardo a misure tecnologiche ed organizzative che non possono in alcun modo essere sottovalutate”. Dopo l’allarme diramato dal Garante, l’Agenzia delle Entrate e la Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe tributaria con un comunicato congiunto hanno precisato che “alcune criticità sono già state risolte attraverso l’adozione di misure correttive introdotte seguendo una valutazione di priorità”. Ad esempio, spiegano dall’Entrate, da quest’anno per accedere alla dichiarazione precompilata “sarà necessario inserire sia la password che il pin“, in modo che “i dati personali del contribuente relativi alla precompilata stessa (compresi quelli sanitari) saranno visualizzabili solo con la cosiddetta procedura di sicurezza rafforzata”.

La replica evidentemente non è bastata al Garante per la Privacy che, dopo poche ore, ha diffuso un comunicato in cui definiva “sorprendenti” le “dichiarazioni secondo le quali” le criticità “sarebbero già state risolte dall’Agenzia attraverso l’adozione di misure correttive”. Il Garante conferma il proseguimento di “un’istruttoria complessa e che richiederà approfondimenti ulteriori”, pur riconoscendo da parte dell’Agenzia delle Entrate la “volontà di provvedere alla rimozione” delle difficoltà. “La tematica della sicurezza dei sistemi e delle informazioni che custodiscono vale per qualsiasi banca dati del Paese – afferma il Garante -, a fortiori ancor di più per l’Anagrafe che rappresenta indubbiamente la più grande banca dati pubblica del Paese. Per questo, l’Autorità continuerà a lavorare affinché vengano garantiti i massimi livelli di sicurezza per impedire che possa essere violato anche un solo dato di un qualunque cittadino”.