Giù le mani da San Gennaro. E’ soffiato vento di popolo davanti al Duomo di Napoli. Centinaia di fazzoletti bianchi al capezzale del martire, simbolo della città sospesa, eternamente anarchica, contraddittoria, dell’adda passà a nuttata, del chiagnere e fottere, d’o tiemp se fermat. E’ la Napoli di un giorno all’improvviso, mi innamorai di te. Un urlo per dire no allo sciagurato decreto governativo, ormai già carta straccia. La Deputazione della Cappella del Tesoro di San Gennaro non si tocca, appartiene al popolo di Napoli. Appartenenza, identità, anima. E mentre infuria la polemica, il cardinale Crescenzio Sepe rompe il silenzio e sibillino minaccia: “Per ora taccio poi parlerò molto”.

Nel frattempo l’alto prelato prepara per sabato 12 marzo la partecipazione dell’Arcidiocesi di Napoli all’udienza giubilare presieduta da Papa Francesco. Una visita in città del Vaticano che si concluderà con lo stesso arcivescovo Sepe impegnato a officiare messa insieme ai vescovi ausiliari nell’aula Paolo VI. L’organizzazione dell’evento è curato dalla Opan, l’opera pellegrinaggi arcidiocesi di Napoli. I numerosi fedeli partenopei che vogliano partecipare all’evento dovranno acquistare obbligatoriamente al costo di 3 euro e 50 centesimi il kit del Giubileo della Misericordia che comprende: un rosario minuscolo; la bandierina ricicciata utilizzata il 21 marzo 2015 in occasione della visita a Napoli del Pontefice; un foulard e due depliant pubblicitari dei prossimi viaggi Opan, un foglio A4 promemoria organizzativo con orari messa e infine i due pass di accesso all’incontro con il Papa e della messa di Sua Eminenza Sepe.

Chi è sprovvisto di kit e quindi di pass, una volta giunto a piazza San Pietro, non potrà varcare la porta santa. Il fatto singolare è che solo a Napoli i fedeli sborsano i 3 euro e 50 altrove il kit è gratis. Pare quelle gite dove all’improvviso ti vogliono vendere la batteria di pentole o lo sbuccia frutta. Qui il diavolo veste marketing. E il cardinale Crescenzo Sepe sa vestirsi. E’ leggendaria la sua grande fama di organizzatore e manager ai tempi di quando risiedeva in Vaticano.

C’è ancora chi giura – a distanza di 16 anni – di depositi vaticani ancora zeppi di magliette, bandierine, cappellini e foulard con impresso il marchio del Giubileo del 2000. A capo del comitato organizzatore – bollato dal futuro Papa Benedetto come il lunapark permanente – c’era un certo monsignor Sepe da Carinaro. Acqua ed inchieste ne sono passate sotto i ponti. In attesa che il cardinale “parlerà molto”, San Gennaro abbraccia il suo popolo e sorride benevolo.