Undici deputati M5s sospesi dopo le proteste in Aula contro il decreto Mutui in occasione del Question time in diretta tv del 2 marzo. E’ la prima volta che l’ufficio di presidenza di Montecitorio punisce i parlamentari per l’esposizione di cartelli. Sono stati decisi sei giorni di sospensione per i tre deputati Nicola Bianchi, Marco Brugnerotto e Ivan Della Valle che sono andati con gli striscioni sotto l’ufficio di presidenza e tre giorni per otto deputati che hanno esposto cartelli dal loro posto: Ferdinando Alberti, Francesco Coviello, Massimo de Rosa, Manlio Di Stefano, Giorgio Sorial, Danilo Toninelli, Davide Tripiedi e Alessio Villarosa.

Le sanzioni, che avranno effetto immediato, sono state decise (nel caso della sospensione per sei giorni) con l’astensione di Davide Caparini (Lega Nord) e Claudia Mannino (M5S); nel caso dell’interdizione per tre giorni, si è astenuta solo la Mannino, non essendo Caparini presente alla votazione. L’ufficio di presidenza ha espresso il proprio giudizio solo sui fatti che si sono verificati in aula nel corso del question time e non ha valutato ciò che si è verificato davanti alla commissione Finanze, né il caso del deputato Pd, Emanuele Fiano, anch’egli espulso ieri dall’aula nel corso del parapiglia.

In qualche modo le decisioni di oggi ‘fanno giurisprudenza’, nel senso che, nella riunione del 28 ottobre del 2015, l’ufficio di presidenza aveva “condiviso la necessità di censurare tali condotte con la sospensione, in particolare nel caso di sedute trasmesse in diretta televisiva”. Disposizione rafforzata da un ‘alert’ che la presidente Boldrini aveva trasmesso al gruppo M5S, con il quale si avvertiva, in sostanza, che da quel momento in poi l’esposizione dei cartelli sarebbe stata sanzionate con il cartellino rosso.