Il fondo F2i partecipato da Cassa depositi e prestiti, dalle fondazioni bancarie e dalle principali banche italiane, si prepara a diventare socio di Cir, la holding della famiglia De Benedetti, fresca di accordo con Fiat per l’acquisto de La Stampa e Il Secolo XIX. L’occasione è la vendita da parte della società di private equity Ardian del 46,7% di Kos, la controllata di Cir che opera nel settore della sanità con ospedaliresidenze per anziani, centri di riabilitazione, cliniche psichiatriche e comunità terapeutiche. La prossima settimana, secondo quanto scritto dal Sole 24 Ore e confermato da quattro fonti all’agenzia Reuters, il consiglio di amministrazione del Fondo italiano per le infrastrutture firmerà un’intesa per comprare quella quota. Il prezzo sarà stabilito attribuendo al 100% della società un valore di circa 840 milioni, pari a dodici volte il margine operativo lordo registrato l’anno scorso (circa 70 milioni).

La holding della famiglia De Benedetti nel bilancio 2014 aveva in carico la partecipazione in Kos per 99,205 milioni. Grazie all’ambito della compravendita la quota subirà una rivalutazione implicita a poco più di 430 milioni, inclusi 100 milioni di debiti. In pratica una plusvalenza di circa 230 milioni che, se pure non verrà messa a bilancio, come precisano le fonti di Reuters, avrà un suo peso specifico. Kos, nel cui consiglio di amministrazione siede anche l’amministratore delegato di Cir e del gruppo Espresso, Monica Mondardini, sul suo sito si definisce “polo aggregatore al fianco della sanità pubblica“. Gestisce 79 strutture in Italia, tra cui 52 residenze per anziani, 30 service di diagnostica e terapia, 24 centri ambulatoriali, 11 centri di riabilitazione e altrettante comunità terapeutiche psichiatriche. Lavora anche in India e Gran Bretagna. Nel 2014 queste attività le sono fruttate 392,4 milioni di ricavi e 12,3 di utile, saliti a 13,3 nei primi nove mesi del 2015.

La cessione della quota di Ardian era prevista dall’accordo stipulato con Cir nel 2010, al momento dell’ingresso nell’azionariato di quello che all’epoca si chiamava Axa Private equity. Per F2i, che ha in pancia tra l’altro la maggioranza di Metroweb e il 44% di Sea, si tratterebbe del primo investimento nel settore della sanità.