“Ignazio è stato il pupillo del pool antimafia di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Con queste parole Maria Falcone, sorella del giudice ucciso da Cosa nostra a Capaci ha voluto presentare Ignazio De Francisci, nuovo procuratore generale di Bologna. “Ignazio sarà una risorsa per questa terra. Qui potrà continuare la lotta alle mafie, che non si possono circoscrivere all’Italia meridionale, perché gli affari vengono fatti proprio nei territori più ricchi, e quindi al Nord”, ha detto Maria Falcone, arrivata da Palermo in Emilia per accompagnare e salutare uno dei compagni di viaggio del fratello ai tempi del maxiprocesso contro Cosa Nostra. De Francisci arriva in una regione, l’Emilia Romagna, che poche ore prima la relazione pubblicata il 2 marzo dalla Direzione nazionale antimafia ha definito “caratterizzata dai tratti tipici dei territori infestati dalla cultura mafiosa”. Una terra che negli ultimi anni ha visto “silenzio e omertà” nella società civile tanto che “all’elevato numero delle attività criminali riconducibili alla ‘ndrangheta” non ha corrisposto “uno altrettanto apprezzabile di denunce da parte delle vittime”. Il 23 marzo a Reggio Emilia inizierà il primo maxiprocesso alla criminalità organizzata emiliana con 150 imputati. A fine aprile, per la stessa inchiesta Aemilia, arriveranno invece le prime sentenze in rito abbreviato.

“La mia vita è stata segnata in modo indelebile dal 1992 e dalle stragi del maggio e giugno di quell’anno”, ha detto all’inizio del suo discorso De Francisci, non riuscendo a trattenere le lacrime. In magistratura dal 1977, il nuovo pg, 63 anni, dopo avere fatto parte parte dello storico pool fondato da Antonino Caponnetto, entra della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Ha lavorato alle indagini che portarono alla cattura di Leoluca Bagarella, cognato di Totò Riina, e tra i tantissimi processi di mafia di cui si è occupato c’è quello per l’omicidio di Boris Giuliano, dirigente della Squadra mobile di Palermo ucciso dallo stesso Bagarella nel 1979. De Francisci lascia l’incarico di avvocato generale nel capoluogo siciliano, dove era stato anche procuratore aggiunto. In precedenza aveva guidato la Procura della Repubblica di Agrigento. Il magistrato succederà Bologna come Procuratore generale a Marcello Branca, da alcuni mesi in pensione, durante i quali l’ufficio è stato retto da Alberto Candi, Avvocato generale.