Uno dei quattro sportelli della biglietteria dei Fori Imperiali a Roma chiuso a causa dei topi. La struttura che si trova nella piazza di fronte al Colosseo è stata sbarrata per tutta la giornata per permettere un intervento igienico. A spiegarlo ai cronisti è stato lo stesso sovrintendente ai Beni archeologici della Capitale Francesco Prosperetti: “Dall’intercapedine della biglietteria”, ha detto, “gocciolava il sangue di un roditore morto sul tavolo e così è stata chiusa. Il problema dei topi a Roma è ben noto. A Palazzo Massimo provocano proteste sindacali da tempo”.

La decisione ha scatenato numerose polemiche e in serata Prosperetti ha specificato che “si tratta di un caso isolato”:  “Non c’è alcuna invasione o emergenza di topi”, ha detto, “né al Colosseo, né al Foro Romano, che sono rimasti regolarmente aperti. Per quanto riguarda invece Palazzo Massimo, il caso anch’esso isolato è di qualche settimana fa e riguardava uno scavo stradale per impianti di pubblica utilità di fronte al Museo, ma estraneo alla Soprintendenza. La presenza di topi nella Capitale è fatto annoso e noto, che non spetta alla Soprintendenza affrontare e risolvere”. L’azienda Ama ha subito provveduto a far sapere che da metà gennaio a metà febbraio a Roma sono stati oltre 600 gli interventi di derattizzazione, dopo che il Campidoglio ha chiesto di intensificare l’azione su obiettivi mirati.

Il caso non è passato inosservato ai candidati alle prossime elezioni comunali. Che subito sono intervenuti per condannare la vicenda. “L’ennesimo pessimo biglietto da visita”, ha detto il nome (per ora) del centrodestra Guido Bertolaso, “che mostriamo ai turisti. Roma è una città allo sbando, dove il degrado è la regola, la normalità. Tolleranza zero contro ogni forma di degrado: non è solo lo slogan della mia campagna elettorale ma anche il mio programma e il mio modo di governare la città”. All’attacco anche la candidata M5s Virginia Raggi: “Segno di un degrado intollerabile. Ci meritiamo una città diversa: cambiamola insieme, liberiamola dalla vergogna”.