La Corte Costituzionale tedesca sta valutando la possibilità di dichiarare fuorilegge il partito di estrema destra NPD. E’ iniziata infatti a Karlsruhe, sede del supremo organo tedesco, la tre giorni di udienze in cui i sedici giudici costituzionali decideranno se il Nationaldemokratische Partei Deutschland, fondato nel 1964 come successore dell’altrettanto estremista Deutsche Reichspartei (DRP) non dovrà più presentarsi alle urne, nemmeno nei Lander dove ha tutt’ora diversi rappresentanti eletti, e venire dichiarato incostituzionale.

La Corte sta esaminando il caso proposto tre anni fa, nel 2013, dai 16 Lander tedeschi. Nel documento presentato il partito di estrema destra e anti-immigrati viene definito una minaccia per l’ordine democratico del Paese. L’esecutivo di Angela Markel ha sostenuto il caso, ma non ha aderito formalmente al testo presentato dal Bundesrat. Il portavoce del cancelliere tedesco, Steffen Seibert, ha comunque più volte etichettato l’NPD “anti-democratico, xenofobo, antisemita, partito anti-costituzionale”. Già nel 2003 ci fu un tentativo, poi naufragato, di rendere i neonazisti dell’NPD fuorilegge. Gli unici due casi storici in cui la Corte Costituzionale tedesca ha cancellato con una sentenza la presenza di due partiti anticostituzionali sono avvenuti dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi nel 1952 con un altro erede del partito nazista, la SPR, e nel 1956 con il Partito comunista tedesco.

I proponenti devono dimostrare che la NPD è attiva nel voler rovesciare l’ordine costituzionale vigente, che rappresenta una minaccia attiva per l’ordine democratico e che detiene un “atteggiamento aggressivo e combattivo” contro lo stato. Per questo la propaganda razzista da sola, o la critica estrema degli organi costituzionali e del loro funzionamento, non sono sufficienti per vietarne l’attività. Se i giudici costituzionali decidessero l’incostituzionalità dell’NPD, i rappresentanti del partito di estrema destra potrebbero ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

L’NPD è nato nel 1964 come successore del Deutsche Reichspartei (DRP) e non è mai entrato con i suoi deputati nei due rami del Parlamento, anche se nel 1969 ha ottenuto il suo massimo storico con il 4,3% (la soglia per avere parlamentari in Germania è del 5%) e quasi un milione e duecentomila voti. Alle ultime elezioni del 2013 ha raccolto solo l’1,3% (634.842 elettori), ma ha suoi rappresentanti in diversi parlamenti regionali come nel Meclemburgo Pomerania Anteriore o in diversi comuni degli ex territori della Germania Est. Ed è rappresentato nel Parlamento Europeo dall’ex segretario del partito, Udo Voigt, che alcuni anni fa in un’intervista ha definito Hitler “un grande statista”. Nel gennaio 2005 durante il minuto di silenzio tenutosi nell’assemblea dello stato della Sassonia per il 60° anniversario della celebrazione di Auschwitz dai nazisti, i dodici deputati dell’NPD si sono alzati e sono usciti dall’aula in segno di protesta.

Il caso presentato a Karlsruhe arriva in un momento complicato per la Germania. Lo stato tedesco sta affrontando l’afflusso record di quasi un milione di rifugiati e migranti. Una decisione governativa che ha provocato diversi episodi di aperta xenofobia sfociati in atti violenti contro i richiedenti asilo, mentre molti attivisti NPD hanno cercato di sfruttare l’aumento della paura contro gli stranieri senza riuscire a farlo fruttare sul piano elettorale. “L’NPD è un partito antisemita, ostile alla democrazia e razzista. La sua ideologia si richiama chiaramente alla tradizione del nazismo”, ha spiegato alla corte costituzionale Stanislaw Tillich, il primo ministro dello stato della Sassonia. “E’ un partito apertamente ostile verso i nostri concittadini di fede ebraica o musulmana, e gli stranieri in genere. La violenza e gli attacchi incendiari contro case per i richiedenti asilo sono il frutto del loro pensiero razzista”.

Ma c’è anche chi non è d’accordo rispetto all’istanza di incostituzionalità presentata alla Corte. Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, ministro della giustizia nel precedente governo Merkel, non pensa che l’iniziativa sia positiva, anzi, l’ex ministro sostiene che il caso potrebbe ritorcersi legalmente e politicamente contro i governi dei Lander e dare enorme pubblicità ad un partito che ha solo 5.200 membri: “Sono molto scettica, se in una democrazia si vieta l’esistenza di un partito politico l’eccezione deve essere assoluta”.

Le udienze potranno essere seguite anche dal pubblico, mentre una sentenza è prevista soltanto a fine 2016. Di una cosa però è certo l’attuale ministro della giustizia, Heiko Maas, intervistato sul caso: “Anche se l’NPD venisse dichiarato incostituzionale, purtroppo l’estremismo di destra nel nostro paese non finirebbe d’incanto”.