Vivace vis-à-vis al Senato tra il presidente Pietro Grasso e il senatore Ncd-Udc Pierferdinando Casini, nel corso della seduta dedicata all’omicidio stradale. Ad accendere la miccia della discussione è il parlamentare del M5S Vincenzo Santangelo, che denuncia un numero eccessivo di tessere di voto inserite senza che il relativo senatore proprietario sia presente. “E’ suo compito annullare la precedente votazione e far ritirare queste tessere” – intima Santangelo a Grasso – “Questa è una pratica scorretta, signor presidente. Eppure, lei è comparso su tutti i giornali a riempirsi la bocca contro questa scorrettezza. Quindi, lei qui dentro le leggi le fa applicare immediatamente: faccia estrarre le schede e faccia rispettare le regole”. A far eco al senatore pentastellato è Casini, il quale dà ragione e Santangelo e invita il presidente del Senato a delineare il rispetto delle regole in modo più netto nell’ufficio di Presidenza. E aggiunge: “In caso contrario, per fare ogni votazione ci vuole mezz’ora perché bisogna andare a verificare tutte le schede inserite. Questo è un modo per rendere ancora più ridicolo e infantile il modo di procedere del nostro Senato, non si garantirà la serietà dei lavori e si rende impossibile andare avanti”. Non ci sta il presidente del Senato, che ribatte: “Mi dispiace contraddirla, ma è ridicolo ed infantile che un senatore che abbia una tessera personale non la porti con sé e la lasci nel suo banco. Se la tessera è personale, va con la persona. Adesso adotteremo delle misure drastiche che comporteranno, queste si, il rallentamento dei lavori, ma il rallentamento sarà provocato dal mancato rispetto da parte dei senatori di una disciplina”. Il senatore Udc controbatte: “Lei sa che per me il presidente ha sempre ragione, per cui dico questa cosa e poi mi taccio. Quando in una giornata si fanno 50 o 60 votazioni, credo sia compatibile con un corretto modo di lavorare che uno lasci la tessera dentro e non si ricordi, ogni volta che si alza dal posto, di portarsela via”. “Non penso sia così difficile portare la tessera con sé” – risponde il presidente del Senato, che commette un lapsus sul termine ‘badge’, chiamandolo ‘budget’ – “Tutti i lavoratori hanno un ‘budget’ con cui entrano ed escono dal posto di lavoro. Non vedo perché i senatori non possano usare in questo modo la loro tessera”. Interviene poi il senatore M5S Petrocelli, che ironicamente mostra ai colleghi in Aula come usare la tessera. Giulio Tremonti di Gal, invece, bacchetta Grasso, tra le risate in Aula: “Per avere una compiuta idea anche del valore, anche semantico, di questa conversazione: lei lo chiama badge o budget?”. Il presidente del Senato, sorridendo, replica: “Io lo chiamo ‘badge’. Se ho sbagliato dicendo ‘budget’, accetto la correzione e ne faccio ammenda. Tra badge e budget c’è una bella differenza e credo di conoscerla. Grazie per la collaborazione