Ci sono gli Avn Awards, che ogni anno a Los Angeles premiano i più grandi protagonisti dell‘industria hardcore, patinatissima da quelle parti (e Rocco Siffredi ne ha vinte a profusione di queste concupite statuette internazionali). Ma ci sono anche, da qualche tempo, gli Italian Porn Awards, gli Oscar o i Grammy italiani del porno, assegnati per le migliori prestazioni nell’ultimo anno solare ma vietato ai minori. Un premio organizzato da Hard Channel, nomen omen, piattaforma web e di cinema e televisione per adulti. E domenica sera, in contemporanea con gli Oscar cinematografici globali veri e propri, in un locale di Torino sono stati annunciati i vincitori relativi all’annata 2015, categoria per categoria, sconosciuti ai più ma non ai “cultori della materia”.

Per esempio lo scettro di migliore sexy star è andato a Chanel 27: biondissima, appartiene alla scuderia Diva Futura del compianto Riccardo Schicchi e gira con profitto le più grandi fiere erotiche europee. La si è vista spesso anche a livello mainstream, in tv, in programmi come “Le Iene” e “Ciao Darwin” o su riviste come Playboy. Miglior attrice emergente, a luci rosse si intende, è tale Valery Vita. Rossa, 27enne, è considerata tra le più torride e “sfrenate” del momento ed eccellerebbe nelle scene di gang bang. Rulli di tamburi per Ben Lisi (miglior attore emergente), nome esotico da divo peplum per questo tatuatissimo “stallone” italiano. La Miki non è una speaker radiofonica emergente, ma la “migliore pornostar” del 2015 secondo la giuria degli Italian Porn Awards: già commessa in un negozio di scarpe a Brescia, oggi è una “hot model” e un’attrice porno eccentrica ed extreme. Un po’ “post-suicide girl”, un po’ “sex cosplayer”. Il suo equivalente-maschio è invece Francesco Piazza (“migliore pornoattore”): 25 anni, faceva il parrucchiere. Tra i film che l’hanno fatto conoscere, c’è “Tori Scatenati“. Guido Maria Ranieri è il regista dell’anno. Questo diversamente-cineasta è marchigiano, viene da Fermo. Due anni fa si parlò di una sua liaison con Sara Tommasi, che aveva diretto in “Sara contro tutti“.

Tra le pellicole che ne hanno decretato il talento, l’eloquente quanto metaforico “Tutti dentro!“. Ma i riconoscimenti non finiscono qui. Dalla migliore Mistress (trionfa Mistress Jennifer Cruel: giovane e statuaria, è una diva del Sadika, il locale milanese faro del bdsm nazionale) al personaggio femminile numero 1 (svetta Amandha Fox, detta “la Venere polacca” e “social porno star”. Capelli nero corvini e forme prorompenti. Sulle orme di Cicciolina, nel 2012 tentò la scalata alla carica di sindaco di Taranto, dopo aver vinto le primarie online contro la collega Luana Borgia). E poi il premio alla carriera di attrice e attore di film per adulti che va a Luana Borgia, pseudonimo di Luana Perdon, la “Duchessa dell’hard“, vent’anni di carriera alle spalle, oggi ha 48 anni; e ad Adriano Galli, stuntman, strip man, caratterista: ha lavorato in settecento lungometraggi a luci rosse. Chi è la “leggenda del porno maschile” dell’anno? Si chiama Ron Jeremy ed è un mito americano del genere. Per sua stessa ammissione è “basso, grasso e peloso”, da cui il soprannome “Il porcospino“.  È stato consulente per le scene di sesso in film hollywoodiani come “Nove settimane e mezzo” e “Boogie Nights“. Mentre il riconoscimento come leggenda del porno femminile è stato conferito, ca va sans dire, a Cicciolina, ex aequo con Selen, che oggi fa la dj. E il porno non dimentica i suoi antichi eroi.