Firme sempre più prestigiose per le serie americane. Da poco finita la seconda serie prodotta dai fratelli Coen ed ecco iniziare Vinyl, firmata da Scorsese e Jagger.

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Davide Venturi

Il legame tra i fratelli Coen e gli scrittori della serie Fargo è simile al sodalizio tra Hitchcock e Truffaut nel realizzare quel capolavoro formato saggio che è Il Cinema Secondo Hitchcock: ovvero la “cosa” più hitchcockiana mai vista prima, di cui, però, il regista inglese non poteva occuparsene direttamente, perché era meglio essere imbeccati da domande fatte da chi ha amato e capito il suo cinema. Proprio come i Coen che, nel portare avanti la serie Fargo, hanno evitato di scriverla e dirigerla direttamente. Consapevoli o meno, il prodotto è diventato la “cosa” più coeniana mai creata. Premesso questo, la serie televisiva degli Autori rappresenta la novità video-narrativa del Terzo Millennio. E di questa “moda” ammiro la genialità, pur intravedendone il pericolo: la creatività (anche quella televisiva) non si nutre di una poetica scritta dai critici, ma da una poesia che viene dall’estro degli Autori. Il fantasma di essere troppo simili a se stessi impedisce alla narrazione e all’esperimento di decollare nel migliore dei modi. In parte, questo l’ho assaggiato nel secondo Fargo e l’ho sentito nell’aria del primo episodio di Vinyl. Per questo, caro Marra, mi pongo (e ti pongo) una domanda: sarà più protagonista la narrazione alla Scorsese o il discografico Richie Finestra?

Riccardo Marra

Bella domanda, ma difficile. Intanto, prima di provare a risponderti, indosso pantaloni a zampa e mi liscio i baffi in perfetto stile anni Settanta. No, non sono impazzito, faccio semplicemente ciò che hanno messo in pratica gli autori per tirare fuori lo spirito vintage da Fargo. E in parte, anche ciò che gli è servito per mettere mani su idee e fascinazioni personalissime dei Coen. Ma vado al punto: io credo che tutto parta dal concept originale e che non ci sarebbe stato Fargo la serie senza Fargo il film. Banale no? No forse no. Se Fargo la serie, fosse stata lavorato dai Coen in prima persona, probabilmente sarebbe venuto fuori un gioiello ancora più puro di quello placcato dagli Autori. Perché gli Autori hanno riletto, sì, benissimo lo spirito dei Coen d’annata, mettendosi nei loro panni, vestendosi di abiti vintage. Ma Joel ed Ethan, invece, avrebbero scritto un prodotto più simile a ciò che sono adesso. E il presente vince sempre, almeno per me. Insomma io sono un tifoso della canzone originale, quella venuta fuori dal garage o dalla cantina di un musicista tormentato, meno mi esalta la parte discografica e di post-produzione. Ho detto la mia anche su Vinyl? Non ne sono sicuro.