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“Si parte, siamo in campo”. E ci sono a tutti gli effetti i ragazzi di Link-Coordinamento Universitario, ora vogliono partecipare a questa partita da titolari.

È dall’inizio di questo Governo che hanno cercato il confronto sul tema dell’università, sono scesi in piazza contro la riforma del ministro Stefania Giannini e ora sono pronti con una proposta di legge di iniziativa popolare.

“La Lip, legge di iniziativa popolare, è la nostra risposta a dati nazionali preoccupanti: 40mila studenti assegnatari, cioè uno studente su 5, non ricevono la borsa di studio; negli ultimi dieci anni il sistema universitario ha perso 70mila immatricolazioni: dal 2003 al 2014 c’è stato un calo del 20%. In più si allarga la forbice tra Nord e Sud: al Nord il 94% degli studenti godono delle borse assegnate loro, mentre al Sud la percentuale è del 60%”, afferma il portavoce nazionale di Link Alberto Campailla.

Questa proposta tende alla costruzione di una Nuova Università e al raggiungimento della piena gratuità dell’istruzione attraverso l’innalzamento della soglia per l’accesso al beneficio; un’ampia no tax area; l’impegno statale di garantire un finanziamento adeguato per erogare la borsa a tutti gli idonei; la creazione del reddito di formazione e l’introduzione delle borse servizi. Queste ultime sarebbero da assegnare a quegli studenti che si trovano in una zona grigia, cioè coloro che non si trovano in una fascia di Isee bassa che permette di accedere alle borse di studio, ma non hanno comunque un reddito alto. “Un’altra proposta che verrà introdotta entro aprile – continua il portavoce – è l’inserimento di profughi e migranti all’accesso al diritto allo studio”.

Fino ad aprile ci sarà la costituzione di un comitato promotore che segua la proposta di legge e, in concomitanza con il referendum su scuola e lavoro partirà la raccolta di firme per la presentazione e pubblicazione degli articoli della legge popolare, per arrivare, infine, al Parlamento.  A sostenere il progetto c’è: Legambiente, l’Arci, la Flc, la Fiom, Sel, Possibile, Rifondazione Comunista, Sbilanciamoci, i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e, dal campo universitario la Rete 29 aprile, e l’Adi. Ma i ragazzi di Link si dicono aperti al dialogo con tutte le forze politiche che vorranno aprire un confronto sul tema.

Il tema è quello del diritto allo studio da intendere come conseguenza diretta del sistema democratico e degli artt. 33 e 34 della nostra Costituzione, perché se si agisce correttamente sul sistema scolastico pubblico, si agisce su tutta la società. Infatti la Lip corre al fianco del referendum anti-trivelle e in stretta connessione con il comitato in difesa della Costituzione in vista dei referendum del 17 aprile e di ottobre. Questa è una legge proposta da chi la scuola la vive tutti i giorni. In campo, loro, non ci scendono, ci sono già. Il governo li farà giocare?