tassi di interesse praticati dalle banche per i prestiti erogati a famiglie e imprese arrivano a sfiorare il 25%. L’abbassamento del costo del denaro deciso dalla Banca centrale europea, grazie a cui gli istituti ricevono liquidità a tassi superagevolati, non ha quindi effetti positivi allo sportello. E l’economia reale non beneficia nemmeno del fatto che l’Eurotower immette ogni mese miliardi di euro nelle casse delle banche comprando i Bot e Btp che hanno in portafoglio nell’ambito del quantitative easing.

Per gli scoperti di conto corrente si supera il 24% e per gli sconti commerciali delle fatture si arriva fino al 16%, i tassi sui mutui raggiungono quasi il 9% e per il credito al consumo si sfiora il 20%. A raccogliere i dati, analizzando quelli del ministero dell’Economia per la determinazione della soglie di usura, è stato il Centro studi Unimpresa. Per il factoring (cessione dei crediti) sono stati registrati tassi medi al 5,54% per somme fino a 50mila euro e al 3,75% per importi più alti, con la soglia d’usura rispettivamente all’10,92% e all’8,68%.

Secondo il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, “famiglie e imprese continuano a ottenere finanziamenti, sempre meno, a prestiti e condizioni insostenibili: l’inasprimento dei tassi, peraltro, è una tattica praticata dalle banche anche per ridurre la stessa domanda di crediti”, nonostante “il drastico taglio del costo del denaro deciso dalla Banca centrale europea”. I banchieri – aggiunge Longobardi – puntano il dito contro le imprese e dicono che il credito è in calo perché il cavallo non beve: ma il problema è che spesso l’acqua offerta è avvelenata…”.

Sulle aperture di credito in conto corrente, i tassi medi registrati sono all’11,67% fino a 5mila euro e al 9,54% oltre 5mila euro e la soglia d’usura fissata è rispettivamente al 18,58% e al 15,92%. Sugli scoperti senza affidamento fino a 1.500 euro, il tasso medio è al 16,07%, mentre oltre 1.500 euro è al 14,94%, mentre scatta l’usura, rispettivamente, al 24,07% e al 22,67 per cento. Sul leasing relativo ad autoveicoli e mezzi aeronavali si registra un tasso medio al 6,92% fino a 25mila euro e al 6,53% oltre. La soglia d’usura fissata è, nei due casi, al 12,65% e al 12,16%. Sul leasing immobiliare gli interessi medi sono al 4,47% (tasso fisso) e al 3,75% (tasso variabile); la soglia d’usura fissata è rispettivamente al 9,58% e all’8,68%.

Per quanto riguarda più nel dettaglio le famiglie, i finanziamenti concessi dietro la cessione del quinto dello stipendio e della pensione, i tassi di interessi medi sono al 12,2% per i prestiti fino a 5mila euro e al 10,99% per quelli oltre 5mila euro. La soglia d’usura è fissata rispettivamente al 19,25% e al 17,73%. Il credito al consumo è erogato al tasso medio del 12,11% per prestiti fino a 5mila euro mentre oltre 5mila euro il tasso medio è al 9,68% e la soglia d’usura è, nei due casi, al 19,13% e al 16,10%.

Con le carte di credito revolving, quelle che permettono di fare acquisti a rate, il tasso medio è al 16,44% per prestiti fino a 5mila euro mentre oltre 5mila euro il tasso medio è al 13,57% e la soglia d’usura è rispettivamente al 24,44% e al 20,96%. I mutui ipotecari a tasso fisso vengono erogati con interessi medi pari al 3,60% mentre per quelli a tasso variabile gli interessi medi sono al 2,83%. La soglia d’usura per i finanziamenti immobiliari è rispettivamente all’8,50% (tasso fisso) e al 7,53% (tasso variabile). Per i crediti personali si registra un tasso medio all’11,33% con la soglia d’usura fissata al 18,16%.