Senza esagerazioni: può essere la giornata più importante del campionato. Domenica sera Juventus-Inter, lunedì Fiorentina-Napoli. La corsa allo scudetto passa da questa sfida a distanza, in cui il distacco fra le prime due potrebbe dilatarsi o ribaltarsi. Il sabato del 27° turno, invece, è dedicato alla lotta per il terzo posto: la Roma sul difficile campo di Empoli, il Milan in casa contro il Torino per continuare la rimonta Champions. È contorno, ma anche domenica offre una sfida per altri versi drammatica: Sampdoria e Frosinone a Marassi si giocano una buona fetta di salvezza. Persino l’Hellas può sperare se vince a Udine.

LA SFIDA – FIORENTINA-NAPOLI, ULTIMA SPIAGGIA PER LE DELUSE DI COPPA
Fuori ai sedicesimi, dopo essere state indicate come favorite per la coppa. Una bella delusione, non c’è che dire. Napoli e Fiorentina sono uscite troppo presto dall’Europa League. Contro avversarie diverse (il Villarreal tosto ma non imbattibile, il Tottenham oggettivamente più forte), in maniera differente. Il risultato non cambia, però: uno dei principali obiettivi stagionali è sfumato. Resta il campionato, i sogni dello scudetto e di una qualificazione in Champions altrettanto clamorosa. Lo scontro diretto di lunedì sera a Firenze diventa decisivo. All’andata gli ospiti giocarono bene ma pagarono le disattenzioni e lo strapotere di Higuain. Ora il momento è diverso: i viola hanno rallentato, gli azzurri sono in flessione di risultati (non vincono da 4 partite), più che di gioco, ma con un altro passo falso entrerebbero ufficialmente in crisi. Chi vince si rilancia, chi perde si ridimensiona. Anche il pareggio saprebbe di sconfitta.

DIAMO I NUMERI – FROSINONE-SAMP, COME DAVIDE CONTRO GOLIA
10: i mesi senza vittoria in trasferta per il Verona. A Udine l’Hellas si gioca le ultime speranze di salvezza. Ma in casa dei friulani nella sua storia ha sempre vinto.
68: i milioni di euro di differenza tra il valore della rosa della Sampdoria e quello del Frosinone (fonte Transfermarkt.it). Un abisso che in classifica vale solo 2 punti di distacco. La sfida di domani sa di spareggio.
71: la percentuale di vittorie della Roma dall’arrivo di Spalletti in panchina. Con Garcia era del 47%.

IL FATTO – C’È IL (FU) DERBY D’ITALIA: DA 13 ANNI NON VALE LO SCUDETTO
Juventus-Inter non è mai una partita qualsiasi. Da troppo tempo, però, di derby d’Italia ha solo il nome, il ricordo di sfide passate. Sono 13 anni che la partita principe della Serie A non mette in palio lo scudetto. Era il 2003, la Juve di Lippi asfaltò 3-0 l’Inter di Cuper e volò verso il titolo. Poi più nulla. Tante sfide spettacolari, sentite, anche decisive. Ma solo per una delle due: l’altra giocava per far perdere i rivali (senza quasi mai riuscirci, per giunta). È stato così nell’era pre-Calciopoli dominata dai bianconeri, poi nel corso dell’egemonia nerazzurra targata Mancini-Mourinho, quindi di nuovo negli ultimi cinque anni degli scudetti di Conte e Allegri. Il copione si ripropone anche quest’anno. E non lo ha stravolto neppure la sfida dell’andata, quando i bianconeri sembravano agonizzanti e l’Inter ebbe forse la colpa di non “ammazzarli”. Quattro mesi dopo le posizioni di forza si sono ribaltate: la Juve marcia verso il quinto scudetto di fila, i nerazzurri sono in crisi profonda e vedono allontanarsi anche la qualificazione in Champions. Roma e Fiorentina hanno una marcia in più: per l’Inter frenare l’odiata Juventus resta uno degli ultimi obiettivi stagionali. Poca cosa per loro, e per quello che fu il derby d’Italia.

27ᵃ GIORNATA
Empoli-Roma sabato ore 18
Milan-Torino sabato ore 20.45
Palermo-Bologna domenica ore 12.30
Carpi-Atalanta domenica ore 15
Chievo Verona-Genoa domenica ore 15
Sampdoria-Frosinone domenica ore 15
Udinese-Hellas Verona domenica ore 15
Juventus-Inter domenica ore 20.45
Lazio-Sassuolo lunedì ore 19
Fiorentina-Napoli lunedì ore 21

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