Primarie obbligatorie. Per assicurare la partecipazione dei cittadini alla scelta dei candidati premier. Attraverso l’adozione di un meccanismo ispirato a quello in vigore negli Stati Uniti. Con un obiettivo: basta presidenti del Consiglio calati dall’alto. Nella proposta di legge (pdl) depositata alla Camera dai Conservatori e riformisti (Cr), il primo firmatario Rocco Palese (nella foto) le chiama “libertarie”. Per distinguerle dalle primarie che, dall’ultimo governo guidato da Romano Prodi in poi, vengono regolarmente indette dal Partito democratico e dalla coalizione di centrosinistra. “Perché quelle sono un’altra cosa – sentenzia l’onorevole della componente che fa capo all’ex governatore della Puglia Raffaele Fitto –. Ossia un grande coinvolgimento di massa, ma per favore non chiamatele primarie”.

FORZA AMERICA – Le libertarie della pdl Palese poggiano su due principi. “Il tempo e i territori”, chiarisce il deputato di Cr. “Per incardinare un dibattito politico, consentire un vero approfondimento delle posizioni in campo e permettere a ciascun candidato di affinare e precisare le sue proposte, agli avversari di confutarle, e, soprattutto, ai cittadini di valutarle in modo ponderato occorre un tempo adeguato nell’ordine di mesi”, spiega Palese. Che nella sua proposta pone l’accento anche sul coinvolgimento dei territori. “Perché ogni parte di un Paese è diversa dall’altra e ogni candidato deve essere in grado di conciliare il suo messaggio con le esigenze e le domande delle diverse realtà locali – prosegue –. Una ‘corsa a tappe’ che favorisce la possibilità di una presenza anche fisica dei candidati territorio per territorio”. Non a caso la proposta di legge del parlamentare fittiano adotta, adeguandolo all’Italia, il meccanismo delle primarie sequenziali statunitensi: giro dei territori seguito dalla convention finale. “In questo modo – conclude Palese – si garantisce, all’opposto di quanto avviene oggi, un’autentica determinazione libera e non manipolabile da parte dei cittadini-elettori e non la mera ratifica di decisioni già assunte da un establishment partitico”.

GIRO D’ITALIA – Ma cosa prevede nel dettaglio il testo presentato alla Camera? L’insieme delle primarie regionali e della convention costituisce quello che la proposta di legge definisce “giro d’Italia”. Previsto in tre versioni. Quella standard, articolata in “sedici tappe, nelle quali si vota alle elezioni primarie regionali, più la convention nazionale”. Tra una tappa e l’altra deve intercorrere “un arco temporale pari ad una settimana”. Con “un’eventuale pausa di una settimana per Natale, Pasqua e Ferragosto”. Poi c’è la versione accelerata (“sette tappe e la convention, senza interruzioni per festività”) alla quale si ricorre qualora “una o due camere siano sciolte anticipatamente e lo scioglimento anticipato abbia luogo a meno di quattro anni e quattro mesi dalle elezioni politiche nazionali”. Se, invece, lo scioglimento anticipato dovesse verificarsi “a più di quattro anni e quattro mesi” entra in scena il giro d’Italia nella versione semi-accelerata. Ottenuto “combinando il giro standard, per la parte già svolta” e “quello accelerato, per la parte ancora da svolgere”. La seconda parte, convention inclusa, “è anticipata per raccordarsi con la prima”. Per la versione standard, le tappe del giro d’Italia sono prestabilite: Molise, Basilicata, Trentino Alto Adige-Friuli Venezia Giulia, Veneto, Calabria, Puglia, Marche, Umbria e Abruzzo, Liguria-Piemonte-Valle d’Aosta, Lazio-Sardegna, Campania, Toscana, Emilia Romagna, Sicilia e Lombardia.” Le convention nazionali si riuniscono quattro settimane dopo l’ultima tappa”. E i lavori durano quattro giorni

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