Le elezioni presidenziali del prossimo novembre? Se gli automobilisti americani votassero ora il vincitore sarebbe Donald Trump. Almeno secondo un sondaggio proposto sul web dal sito specializzato in ricerche di mercato AutoPacific, e rivolto ai proprietari di auto e trucks a stelle e strisce.

Nulla di estremamente scientifico, s’intende, ma solo un paio di domande secche: quali sono i tuoi orientamenti politici e chi voterai come prossimo presidente. Chiaro, diretto, non equivocabile.
Come i risultati del resto, che nonostante accumuli gaffe su gaffe e sia riuscito a far arrabbiare (tra gli altri) persino Papa Francesco, hanno premiato l’eccentrico miliardario repubblicano con il 24% delle preferenze di chi ogni giorno in America si mette al volante.

E gli altri candidati? Al secondo posto si è piazzata Hillary Clinton, staccata di sei punti (18%), mentre a una spanna da lei c’è Bernie Sanders (17%): oltre che per il primato tra i Democratici, pare le abbia dato filo da torcere anche per accaparrarsi le simpatie dei proprietari d’auto. Più indietro troviamo Ted Cruz (9%) e Marco Rubio (7%), mentre gli altri (compresi quelli che si sono ritirati) sono tutti sotto il 5 per cento.

Ma il sondaggio prende in considerazione anche altri aspetti. I simpatizzanti di Trump, ad esempio, amano i marchi nazionali (GMC su tutti), il 57% di loro ha un’istruzione superiore e il 36% un reddito superiore ai 100 mila dollari l’anno. E, in controtendenza rispetto ad altre indagini, tra questi ci sono anche parecchi giovani: un d terzoei suoi sostenitori è rappresentato da automobilisti compresi tra i 18 ed i 29 anni.

Anche l’altra domanda, ovvero l’orientamento politico, qualche curiosità l’ha riservata. Pare infatti che i marchi preferiti da proprietari di orientamento repubblicano siano Lexus (45%), GMC (43%), Infiniti (39%), Jeep (36%) e Audi (36%). Mentre, dall’altra parte, i democratici si orientino maggiormente sulla “verde” Tesla (37%), Fiat (35%) e Land Rover (32%).
Il gioco, ora, è tenere a mente questi risultati. E confrontarli con quelli definitivi, a novembre. Chissà che qualche sorpresa non spunti fuori.