L’input politico partì da Vincenzo De Luca. “Ha chiamato Enzo e ha detto che Fulvio (Bonavitacola, ndr) deve fare il primo”: così deve riferire Enrico Esposito a un altro candidato delle parlamentarie Pd del 2013. Enrico Esposito è un costruttore dell’Esa, appaltatore di piazza della Libertà a Salerno, e consigliere comunale dem a Nocera Inferiore. E’ un pezzo della lobby politico-affaristica legata a doppio filo al Pd di De Luca, svelata dall’inchiesta della Finanza sui costi gonfiati della piazza. Una lobby che avrebbe truccato le parlamentarie Pd del 29 dicembre 2012, il voto che decise i candidati da schierare alla Camera e al Senato alle politiche 2013.

I brogli sono rivelati dalle intercettazioni di Enrico Esposito, titolare di fatto dell’Esa, impresa in contatto quasi quotidiano con De Luca per le problematiche del cantiere. Dall’ascolto delle conversazioni telefoniche è emerso un piano per riempire le urne del seggio di Nocera con schede prevotate per Fulvio Bonavitacola, il fedelissimo di De Luca, deputato uscente e rieletto, che si è dimesso qualche mese fa per mantenere la carica di vicegovernatore. Il piano fu orchestrato da Esposito con la complicità di Nello Mastursi, il segretario tuttofare di De Luca, che si è dimesso da capo della segreteria politica del governatore dopo il coinvolgimento nell’inchiesta di Roma sulla sentenza emessa dal giudice Anna Scognamiglio, che ha mantenuto in carica De Luca nonostante la Legge Severino. Ecco alcune delle intercettazioni trascritte dal Nucleo Tributario della Guardia di Finanza e allegate all’informativa 25847 del 16 gennaio 2013.

Il 22 dicembre Enrico Esposito contatta Antonio Iannello, sindaco Pd di Nocera. Si parla di parlamentarie. Si concorda che a Nocera bisogna dirottare voti su Bonavitacola perché “lo ha chiesto De Luca”.

Iannello: E scusami! tu lo devi fare fare con Fulvio il ragionamento, a te ti ha chiamato direttamente De Luca.
Esposito: ok, ok!
Iannello: “Viciè” (sono le parole che Enrico, secondo Antonio Iannello, deve riferire a Vincenzo Petrosino, un altro candidato alle parlamentarie, originario di Nocera, ndr) “io ti voglio dare una mano, ma io ho il problema di Vincenzo (De Luca, ndr) che mi ha chiamato e vuole i voti su Fulvio a Nocera perché deve fare il primo, dopo di te, chi glieli deve dare, fammi capire? Sempre deluchiani siamo”.

Ore 16.39 del 28 dicembre, il giorno prima della consultazione. Enrico Esposito riceve una telefonata da Massimo Petrosino, consigliere comunale di Nocera Inferiore. E’ il cugino di Vincenzo Petrosino, anche lui candidato alle parlamentarie Pd. Si parla di schede da “insaccare”, da “imbucare”. Dal tono della conversazione Esposito sembra ricevere, scrivono i finanzieri, “una proposta di pianificazione di brogli atti a favorire la designazione sia di quest’ultimo (Vincenzo Petrosino, ndr), che di Bonavitacola”. La Rosaria citata nella conversazione è una collaboratrice di Esposito ed è addetta al seggio Pd di Nocera.

Esposito: Sta facendo, sta facendo.
Petrosino: E per Fulvio giusto? per Fulvio?
Esposito: Cosi siamo rimasti con Enzo.
Petrosino: E ma quanti?
Esposito: Dobbiamo fare uscire Fulvio.
Petrosino: E quanti?

(…)

Petrosino: Quanti ne sono, 100, 150, 200 non lo so, me lo devi dire tu perché.
Esposito: Non lo so, devo parlare con lei, voglio parlare con lei, ma penso di si, ma quell ‘altro li vuole imbucare Vincenzo, che ne so cosa vuole fare, io parlo con lei questa sera.
Petrosino: Siccome sono qua, no io sono qua io, Antonio e Vincenzo, Antonio mi ha detto chiama quel finito.
Esposito: Più tardi faccio un punto con Rosaria e ci organizziamo per fare, e domani mattina definiamo, chi non viene.
Petrosino: Va bene, ma quanti ci dobbiamo prendere 150, 200 se no a Vincenzo lo scapezziamo proprio.
Esposito: No, ma adesso parlo con Rosaria questa sera, sta chiamando, quella la gente non vuole venire nemmeno a votare ia, sta chiamando.
Petrosino: Perciò insacchiamo 150 a Fulvio, il resto non prende niente nessuno, prende secondo me 50, 60 voti Alfonso Andria, Valiante sta andando facendo elemosina con tutti quanti e non prende nemmeno il cazzo, capisci che dico?
Esposito: Valiante?
Petrosino: Eh.
Esposito: Simone (Valiante, altro candidato, ndr)? secondo me no, Simone li prende.
Petrosino: E che può prendere 60, 70. E infatti, comunque fammi fare questo conto con Rosaria e poi ci sentiamo ia.

Ore frenetiche. Alle 17.51 Enrico Esposito e Iannello sono di nuovo al telefono. Il sindaco di Nocera lo informa che Vincenzo Petrosino vuole ‘truccare’ le elezioni a proprio esclusivo vantaggio. I due vorrebbero stopparlo.

Iannello: Enri.
Esposito: Ma questo è uno scemo.
Iannello: Enri, questo non sta bene.
Esposito: Questo non sta bene, questo è scemo veramente.
Iannello: Ti ha chiamato davanti a me.
Esposito.: Ma questo è proprio un idiota.
Iannello: Io perciò ti sto chiamando, ora sto chiamando a Francesco, che ha già capito e sta rallentando, per dirgli ‘Francè’…
Esposito: Ma Francesco chi?
Iannello: Stanzione, il presidente (del seggio, ndr). “Francè rallenta questa operazione perché questi vorrebbero far trovare lo scatolo già con qualcosa dentro…
Esposito: Ma non esiste proprio…

La conversazione prosegue a lungo discutendo su quante centinaia di voti potrebbero raccogliere questo o quel candidato a Nocera.

Domenica 29 dicembre. E’ il giorno delle votazioni. Enrico Esposito viene intercettato mentre chiede a un suo collaboratore di predisporre un foglio d’uscita dalla sua sala Bingo di 400 euro. Raccomandando di fare in modo che escano 200 monetine da 2 euro. E’ appena il caso di ricordare che gli elettori delle parlamentarie dovevano versare un obolo di 2 euro, guarda caso. Alle 19.15 Esposito chiama la signora Rosaria “chiedendole se avesse proceduto a compilare le schede inserendo i nominativi di Bonavitacola e di Lamberti (un altro candidato Pd, ndr)”.

Esposito: Rosà, stai procedendo? Stai mettendo assieme Fulvio e Lamberti?
Rosaria: Sì, Lamberti e Bonavitacola, come siamo rimasti…

Venti minuti dopo, alle 19.35, Esposito chiama Mastursi, che in quelle ore è il coordinatore delle parlamentarie a Salerno e provincia. Gli dice che può assicurare l’attribuzione di 250 preferenze a Bonavitacola, lo informa delle manovre di Vincenzo Petrosino. Esposito apre una trattativa. Dice a Mastursi che può ‘alterare’ 700 schede. Ma lo farà solo se su 200 verrà apposto il nome di Bonavitacola. Mastursi è d’accordo. Anzi. Ordina che Bonavitacola ottenga più dei 200 voti richiesti.

Esposito: E io 250 voti ‘ncuollo a Fulvio li porto senza problemi. Il problema che c’ho è che però ci sta un po’ di… animosità da parte di sto cretino di Vincenzo (Petrosino, ndr) che ha già imbustato 70… 80… 100 schede se non qualcosa in più… (…) no perché lui ha detto: Vincé… Enrico ma ci sta la disponibilità di 700 schede ma non mi tagliare tu le ali… non mi far sentire… insomma mi ha…
Mastursi: Ho capito ma allora deve mettere… Deve mettere pure Fulvio…
Esposito: Sì… fermati… io ho detto…
Mastursi: Siccome non è in concorrenza con Fulvio.
Esposito: E’ chiaro… ma io detto… se ti posso dire tutto, ti dico tutto. Allora io ho detto: “Vincè si può fare ma io devo portare… tu non hai portato a nessuno io devo portare la media che sto portando veramente allora allora a me mi devi dare il 30%… se tu vuoi mettere 700 schede… 200 sono di Fulvio e 500 sono tue… o così o non si fa… e lui ha detto: “Va bene Enrico così si può fare… facciamo così”.
(…)
Esposito: Allora con questa proporzione si può fare?
Mastursi: Se si tratta un po’ di più è meglio! Sopra a Fulvio, tanto non è concorrente suo… dobbiamo dare di più a Fulvio… non è concorrente suo Fulvio… nella lista (…) Enrico dici così (a Petrosino, ndr): “Ho parlato con Nello. Va bene ma dobbiamo far salire a Fulvio, punto”. Non esiste… Non dobbiamo discutere proprio perché se no Nello pone la questione sul seggio di Nocera, punto”.

Ore 19.42. Enrico Esposito, dopo aver informato Iannello, chiama Vincenzo Petrosino e gli riferisce gli ‘ordini’ di Mastursi. Poi rilancia una proposta: “imbucare” 300 schede ‘Petrosino’ e 300 schede ‘Bonavitacola’.

Esposito: Gli ho detto che facciamo 30 e 70 e mettiamo dentro 500 tue e 200 mie… però lui ha detto “Enrì deve salire Fulvio, dobbiamo fare metà e metà”
Petrosino: E quindi dobbiamo fare 300 e 300? 300 e 350, eh? Ne mettiamo 700… ma mettiamone 600 perché stanno arrivando le telefonate da Salerno… stava un po’ adombrato… qualche ricchione con il telefonino che ci ha visti di parlare… ora dico a Rosaria di farne 600, 3 e 3.
Petrosino: Ok, vabbuò.

La signora Rosaria però ha solo 500 schede in bianco. Si finirà per scriverne 300 col nome Petrosino e 200 col nome Bonavitacola. Pasticcio finale: i registri annotano 1200 firme di votanti a Nocera, ma le schede sono 1800. “Vieni qua e vediamo – dice Esposito a Massimo Petrosino – fai la parte che non sappiamo niente”.