Polemica vivace tra la notista politica de Il Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, e il senatore della Lega, Gian Marco Centinaio, durante L’aria che tira, su La7. Il dibattito è incentrato sulla legge sulle unioni civili, riguardo alla quale la giornalista esprime duri commenti sul M5S, dopo un intervento critico del senatore pentastellato Maurizio Buccarella sull’informazione: “Mi stupisce che gli esponenti del M5S siano già diventati dei politici a tutti gli effetti, perché si parte dal presupposto che gli italiani siano cretini e vengano mal informati. In realtà, gli italiani non sono cretini e sono in grado di farsi una loro opinione”. E aggiunge, rivolgendosi a Centinaio: “Rilevo anche che c’è una corrispondenza di amorosi sensi tra i grillini e la Lega, perché Buccarella ha dato atto ai leghisti di aver tolto gli emendamenti e lei era contento. Questo succede perché una parte di elettorato becero ve lo contendete voi e il M5S. Ed è il motivo per cui il M5S ha ostacolato questa legge e voi voterete contro“. Il senatore del Carroccio ribatte: “Chi si crede più intelligente degli altri non si ricorda che il voto del professore universitario vale tanto quanto quello dell’operatore ecologico“. “Che cosa c’entra?” – sbotta Meli – “Basta con questa demagogia del cavolo! Lei dice stupidaggini. L’elettorato becero non è legato all’estrazione sociale, può includere anche il professore universitario”. La giornalista del Corriere definisce poi “pretesto formale risibile” la strategia adottata al Senato dal M5S e si confronta con il deputato di Sinistra Italiana, Alfredo D’Attorre, il quale biasima il governo Renzi per l’adozione del “canguro”: “Se c’era qualcuno che pensava che il M5S potesse dire sì al canguro e unire i propri voti a quelli di Verdini per far passare la legge così com’è, mascherando così le divisioni del Pd, allora è un dilettante allo sbaraglio. Bisogna chiamare la neuro, perché chi ha fatto una valutazione del genere è totalmente fuori dal mondo”. “Dico una cosa per cui mi attirerò un sacco di insulti”- replica Meli – “viva Verdini e la faccia di Verdini. Altro che questi buffoni