A quattro mesi dal via libera di Montecitorio alla mozione che impegnava il governo ad adottare una moratoria per bloccare le centinaia di bollette “pazze” di luce e gas recapitate in giro per l’Italia, del provvedimento non c’è ancora alcuna traccia. E alla fine Simone Baldelli, che della questione aveva fatto una vera e propria battaglia anche sui social network, è stato costretto a salire di nuovo sul ring. Per disputare l’ennesimo round con il ministero dello Sviluppo economico. Non era bastato, evidentemente, il primo acceso confronto andato in scena a settembre. Quando le urla del vice presidente della Camera contro l’allora sottosegretaria Simona Vicari riecheggiarono dalla stanza dell’esecutivo fino in Transatlantico. Motivo dello scontro, oggi come allora, sempre lo stesso: la richiesta del deputato di Forza Italia di congelare i maxi conguagli in attesa che l’Autorità garante per il mercato e la concorrenza – che sulla questione ha avviato un’istruttoria – faccia chiarezza sulla vicenda. Anche per evitare che le famiglie siano costrette a pagare cifre in alcuni casi importanti “frutto di anni di addebiti dovuti a conteggi di consumi stimati, ma non effettivi”, ad “errori di valutazione o, comunque, a fatturazioni incongrue certamente non imputabili agli utenti”.

SECONDO ROUND – Tutto sembrava risolto quando, ad ottobre, la Camera approvò, dopo la richiesta di riformulazione dell’esecutivo, la mozione che, al primo punto, impegnava il governo a bloccare i pagamenti a tutela dei consumatori. Capitolo chiuso quindi? Neanche per sogno. Perché mercoledì Baldelli è stato costretto a tornare alla carica per chiedere numi sulle ragioni della mancata moratoria. Stavolta al ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi in persona. “Non so quante migliaia siano le famiglie italiane che hanno ricevuto a casa questi maxi conguagli, queste mega bollette, cifre dai 100-200 euro fino ai 15-20 mila euro”, ha scandito il vice presidente della Camera. Eppure, “sono passati quattro mesi dall’approvazione trasversale della mozione del centrodestra, (altre analoghe erano state presentate anche da Lega, Sel e M5S), quattro mesi durante i quali centinaia di famiglie italiane hanno continuato a pagare le rate di queste bollette nonostante l’Authority per la concorrenza e il mercato abbia avviato un procedimento contro alcune compagnie dell’energia elettrica e del gas perché forse stanno violando il Codice del consumo. Quando farà una moratoria il governo?”, ha chiesto con veemenza nel corso del question time di ieri. Domanda rimasta, di fatto, senza risposta.

TAVOLO CALDO– “In seguito all’approvazione della mozione è stato costituito un tavolo di lavoro”, ha spiegato la Guidi. Inizialmente coordinato dall’allora sottosegretaria Vicari, a seguirlo c’è ora il neo sottosegretario Gentile. “Verrà riconvocato ad horas – ha annunciato la ministra –. La questione è complessa. Stiamo valutando di rafforzare gli stringenti obblighi di lettura reale dei contatori già introdotti dal decreto legislativo sull’efficienza energetica. E di procedere alla rateizzazione dei conguagli di elevata entità – ha concluso la Guidi –. La questione va distinta dai comportamenti commerciali scorretti sui quali le autorità Antitrust e dell’Energia hanno già poteri e strumenti per intervenire contro gli abusi”. Niente, invece, sulla moratoria. E la cosa non è piaciuta affatto a Baldelli. “La sua risposta non è soddisfacente”, ha replicato il vice presidente della Camera. “Non è con i tavoli che si permette di pagare queste bollette alle famiglie e tutto quello che si fa per il futuro vale per il futuro”, ha aggiunto il deputato di Forza Italia richiamando la ministra ai problemi del presente. “Noi abbiamo sancito nella mozione che se l’Autorità stabilisce che questi comportamenti non sono corretti e contrari al codice del consumo, non solo queste maxi bollette e questi maxi conguagli non vanno pagati, ma chi ha pagato deve essere rimborsato”. Quindi all’appello finale: “Fate tutti i tavoli che volete ma fate in modo che le moratorie vengano fatte. Fate subito un atto di indirizzo all’Autorità per l’energia e il gas. Avete poco tempo, le famiglie stanno pagando. Se non avete rispetto per il Parlamento abbiatene almeno nei loro confronti”. Chissà se sarà necessario anche il terzo round.

Twitter: @Antonio_Pitoni