“Sono disposto a ingrassare un chilo per ogni parlamentare grillino morto“. E’ stata questa frase postata su facebook da Costantino Della Gherardesca, conduttore tra l’altro di Pechino Express (programma di Rai2), a far scatenare le reazioni degli attivisti e dei parlamentari dei Cinque Stelle che ora annunciano anche un’interrogazione in commissione di Vigilanza. Della Gherardesca con i suoi post aveva voluto criticare la presa di posizione del M5s nel dibattito sulla legge per le unioni civili che ha provocato la reazione del Pd. In un altro intervento sempre su facebook, Costantino aveva invece chiesto di imporre “ai grillini di mettere una spilla con un quarzo citrino sub bavero” in modo da “riconoscerli per strada e prenderli a calci”. Poi ha cancellato tutto: “E’ abbastanza sconcertante ricevere minacce gravi, anche in privato, solo perché non viene colta l’ironia” ha spiegato.

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Tra i parlamentari M5s che hanno commentato le parole del conduttore televisivo, la deputata Dalila Nesci: “Restiamo basiti davanti alla violenza verbale“. La Nesci auspica “un intervento dell’azienda pubblica radiotelevisiva i cui volti sono rappresentativi della stessa”. “Augurare la morte a qualunque soggetto che sia istituzionale o meno – aggiunge Nesci – è inaccettabile ancor di più per un personaggio pubblico. La Rai deve trasmettere valori che non possono essere quelli della discriminazione violenta“. Manlio Di Stefano, un altro deputato, aggiunge: “Fosse il solito troll o pazzo che spesso si incontra in rete non avrei nulla da ridire, non puoi pretendere di controllare internet, ma questo “genio” lo paghiamo noi”.

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Subito dopo aver pubblicato quelle frasi Costantino è stato subissato di insulti e minacce che lo hanno spinto a cancellare i post. “Ho cancellato le mie battute sui grillini” ha scritto sui social, “è abbastanza sconcertante ricevere minacce gravi, anche costantinoin privato, solo perché non viene colta l’ironia. Ma vedremo come va, magari mercoledì passeranno le leggi sulle unioni civili e brinderemo tutti al mio matrimonio con uno sceicco socialista, filo-palestinese e coerente nel suo sostegno alla libertà di parola”.