Giorgia Meloni? Non è la prima volta che una ragazzina si monta la testa. Anzi, sarà l’ennesima volta“. Così, ai microfoni di “Ho scelto Cusano” (Radio Cusano Campus), l’ex leader della destra italiana Gianfranco Fini commenta le recenti dichiarazioni al fiele della presidente di Fratelli d’Italia al suo indirizzo. Il casus belli è lo schieramento di 21 esponenti di Fdi con Francesco Storace, candidato de La Destra al Campidoglio, rinunciando così a sostenere Guido Bertolaso. “Le dichiarazioni della Meloni” – continua Fini -“non meritano nemmeno di essere commentate. Basterebbe che la signorina si ricordasse in ragione di quali scelte è arrivata a fare prima il deputato e poi il ministro. Al di là della ingratitudine, qui mi sembra che ci sia scarsa intelligenza politica. La Meloni aveva un’autostrada davanti: allargare i confini della destra. E invece coltiva l’orticello di Fdi”. E aggiunge: “La Meloni prima ha litigato con Alemanno, adesso detesta Storace. Se poi ha bisogno dello spauracchio del ‘grande vecchio’, faccia pure. Ma francamente fa ridere“. Fini poi analizza la situazione nel centrodestra dopo l’annuncio della candidatura di Bertolaso: “E’ impazzita la maionese. I tre cuochi, cioè Salvini, Berlusconi e Meloni, non riescono più a portare in tavola un piatto decente. Fin quando il centrodestra aveva il vento in poppa era facile riunirsi attorno a un tavolo e scegliere tra una gamma vasta di candidati credibili. Oggi non è più così, ci sono tanti elettori che non votano più centrodestra”. E sottolinea: “Salvini, Berlusconi e Meloni però continuano a fare i loro vertici ad Arcore, come se nulla fosse accaduto, senza capire che i tempi sono cambiati. Sempre di più si ricorre a conigli tirati fuori dal cilindro e questo è l’aspetto che mi dà più fastidio”. L’ex presidente della Camera spiega: “Bertolaso può raccogliere consensi in maniera trasversale, perché come Marchini è un candidato civico. Entrambi potrebbero essere candidati anche per il centrosinistra, addirittura Bertolaso con grande ingenuità politica ha detto di aver votato Rutelli. Per quanto mi riguarda, se Storace va fino in fondo, cosa che personalmente mi auguro, sono convinto che raccoglierà numerosi consensi nel tradizionale elettorato della destra romana“. E chiosa: “E’ probabile che ci sia stato un dietrofront di Salvini perché non tutte le caselle sono andate nel posto giusto nella spartizione tra i 3 partiti. E’ deprimente che non salvano nemmeno più la forma. La sinistra almeno in apparenza, con le primarie, cerca di salvare la forma. Le primarie non sono certamente salvifiche, ma in una fase di crisi nel centrodestra potevano riattivare un circuito di partecipazione. Certamente male non facevano”