Strana l’attesa di Roma-Real Madrid: indecisa, combattuta. Da una parte la rassegnazione per un’eliminazione data per scontata al momento del terribile sorteggio di dicembre, ma in fondo anche prima, messa in conto già per lo spareggio contro il Bate Borisov e con il disastroso inizio di stagione di Rudi Garcia. Dall’altra la voglia di tornare ad esser grandi, che negli ultimi giorni si è trasformata in speranza inconfessata per una serie di ragioni: il ritorno di Luciano Spalletti, le quattro vittorie consecutive della sua gestione, il recupero di De Rossi e il forfait di Bale.

Ci credono i tifosi, ci crede anche Spalletti. Almeno a parole: “Abbiamo il 50% di possibilità di passare il turno e non mi meraviglierei se alla fine ad andare avanti fossimo proprio noi. La squadra è migliorata parecchio”. In realtà la Champions delle italiane (i primi ottavi già ieri con Psg-Chelsea 2-1 e Benfica-Zenit 1-0) ricomincia con una sfida sulla carta proibitiva. E le dichiarazioni del tecnico toscano potrebbero sembrare avventate. Specie dopo l’ultimo Barcellona-Roma, quando Rudi Garcia aveva definito “non imbattibili” i blaugrana per poi rimediare sei gol al Camp Nou. Ma è diverso l’allenatore, ed è diversa anche questa Roma. Ci sono quattro successi di fila (non accadeva dal settembre 2014), un abbozzo di gioco, qualche segnale incoraggiante (il ritorno al gol di Dzeko che non segnava da agosto) e un clima un po’ più sereno intorno alla squadra. Perfino l’Olimpico dovrebbe tornare a popolarsi, sfondando quota 50mila spettatori (è successo solo contro la Juventus quest’anno). L’effetto Spalletti comincia a vedersi, insomma. Certo, sarebbe presuntuoso pensare che basti così poco per tenere testa al Real Madrid.

Altra squadra che ha cambiato allenatore in corsa, e che ha beneficiato dell’arrivo in panchina di Zinedine Zidane (cinque vittorie e un pareggio in sei partite). Comunque, uno dei 3-4 club più forti al mondo, tra i favoriti per la vittoria finale. Il pronostico era e resta tutto dalla loro parte. Ma stavolta è quasi un bene per i giallorossi, che potranno scendere in campo con la tranquillità di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare. L’obiettivo è tenere aperto il punteggio in vista del ritorno, anche se per avere qualche ragionevole speranza di passaggio del turno servirebbe almeno un successo di misura. Prima non prenderle, però. Per questo probabile il ritorno alla difesa a tre con De Rossi in mezzo a Rudiger e Manolas, e una formazione molto fisica, in cui Nainggolan e Keita avranno un ruolo fondamentale a centrocampo. Dall’altra parte mancheranno Pepe e Bale, ma ci sarà Cristiano Ronaldo. Pericolo numero uno, ma non certo l’unico di una squadra che può contare anche su Benzema e James Rodriguez.

Ordine, intensità e ripartenze, per non fare ragionare gli avversari e provare ad esplorare le fragilità madridiste, che l’avvento di Zidane ha curato ma forse non guarito del tutto. Aggrappandosi alla cabala favorevole contro il Real, e al ricordo di quelle notti magiche del 2008, in cui proprio con Spalletti e proprio agli ottavi di Champions la Roma eliminò il Real con un doppio 2-1 che resta una delle più grandi imprese giallorosse dell’ultimo decennio. Oggi è un’altra storia e siamo solo al primo atto. La vittoria sarebbe una sorpresa clamorosa e aprirebbe prospettive impensabili fino a qualche giorno fa. La sconfitta onorevole rientrerebbe nell’ordine delle cose. Ecco, magari sarebbe meglio evitare l’ennesima disfatta europea che potrebbe distruggere le fragili certezze che Spalletti sta cercando di ricostruire. Ma sognare, almeno per stasera, non costa nulla.

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