Sei giorni fa la confessione choc di Veronica Panarello. “Loris lo ha ucciso mio suocero, Andrea Stival. Ho ricordato tutto quando sono andato a trovarlo al cimitero, ma non l’ho detto prima perché avevo paura che uccidesse anche il bimbo più piccolo. Eravamo amanti”. Oggi arriva la notizia che la Procura di Ragusa ha indagato l’uomo per omicidio e occultamento di cadavere. 

L’iscrizione, si sottolinea in ambienti giudiziari, è un atto dovuto dopo le dichiarazioni della donna che lo ha chiamato in correità. “A oggi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione, né formale né informale. La stampa lo sa e noi no… – dice all’Ansa l’avvocato Francesco Biazzo – Andrea Stival è estraneo alle accuse mosse dalla nuora, che quereleremo per calunnia appena avremo gli atti delle sue dichiarazioni. Non ha ucciso lui Loris e non era l’amante di Veronica Panarello”.

Il nonno del ragazzino aveva negato qualsiasi responsabilità e offerto alla nuora la possibilità di un confronto: “Non ho ucciso Loris, lui era una parte di me. Sono pronto a confrontarmi con Veronica in carcere”. La nuova verità di Veronica Panarello, che prima ha negato l’omicidio poi lo ha confessato, che il suocero aveva bollato come “ennesima follia della donna. Sono tranquillo – aveva detto – la mia posizione è stata vagliata da investigatori e magistratura dettagliatamente”.

A gennaio alla psicologa la donna, finora unica indagata per la morte del piccolo, aveva spiegato che il movente sarebbe stato qualcosa che il piccolo “aveva visto e che non doveva vedere“, e aveva avanzato l’ipotesi che il suocero fosse l’amante. Poi aveva fornito poi una prima ricostruzione: dopo aver accompagnato il figlio più piccolo a scuola era tornata a casa e aveva trovato Andrea Stival. Nessuna telecamera ha ripreso l’uomo entrare in casa quel giorno.
Un mese dopo, l’8 febbraio scorso, nuova versione: avrebbe incontrato Andrea Stival per caso, tornando da scuola, e lui sarebbe salito in auto con lei, sdraiandosi sul sedile posteriore per non farsi notare. Sarebbero saliti a casa dove c’era Loris che, sostiene Veronica Stival, minacciava di rivelare al padre la relazione tra sua nonno e sua madre. Per quello lui lo avrebbe ucciso, usando un cavo elettrico, e avrebbe costretto lei a mettergli delle fascette nella mani per farlo stare fermo. E insieme, poi, si sarebbero liberati del corpo gettandolo nel canalone.