Dal Watergate alla strage di Ustica, dalla morte di Ilaria Alpi allo scandalo dei preti pedofili nella diocesi cattolica di Boston. I film usciti nelle sale di recente, ‘Truth’ e ‘Spotlight’, sono solo gli ultimi esempi di opere cinematografiche che hanno raccontato con le immagini la genesi di inchieste giornalistiche su storie vere. Indagini partite dalle redazioni di giornali o network televisivi che hanno cambiato in qualche modo la storia, portato alla luce scandali, dato luogo a processi, proteste popolari e mobilitazioni. Politici, grandi industrie, mafia. I giornalisti che indagano e i film che riportano sul grande schermo il lavoro che c’è dietro quelle inchieste.

NIXON E IL WATERGATE – Lo scandalo che coinvolse l’ex presidente degli Stati Uniti Richard Nixon è stato al centro di diverse pellicole, ma è ‘Tutti gli uomini del Presidente’ (diretta da Alan J. Pakula nel 1976 e interpretato da Dustin Hoffman e Robert Redford) quella che racconta dell’inchiesta dei cronisti del Washington Post Carl Bernstein e Bob Woodward. Il loro lavoro portò alle dimissioni di Nixon, coinvolto in prima persona nel Watergate. Stesso soggetto per il film diretto da Ron Howard nel 2008 ‘Frost/Nixon’ che racconta la genesi delle interviste a Nixon registrate nel 1977 dal giornalista britannico David Frost. Che investì 200mila dollari nell’avventura, rischiando anche di rovinarsi la carriera. Nixon accettò con lo scopo di rifarsi un’immagine dopo lo scandalo, ma il giornalista riuscì a fargli ammettere i propri errori davanti alla telecamere. Un po’ come in un processo, quello che Nixon non aveva mai avuto.

LE ALTRE INCHIESTE POLITICHE – È uscito a gennaio nella sale italiane il film ‘Truth‘ di James Vanderbilt, che racconta i fatti avvenuti negli ultimi mesi della campagna presidenziale vinta da George W. Bush nel 2004. Il film è tratto dal libro ‘Truth and Duty: The Press, the President and the Privilege of Power’ scritto da Mary Mapes. L’autrice era produttrice del programma ‘60 Minutes Wednesday’, condotto dal giornalista Dan Rather sulla CBS. Nel 2004 Bush era in corsa per ottenere un secondo mandato e il canale trasmise un servizio nel quale si insinuava che non avesse fatto parte della Texas Air National Guard (il corpo d’aviazione del Texas) durante la guerra del Vietnam, così come aveva dichiarato. I documenti alla base del servizio sono sempre stati ritenuti validi dalla produttrice, che ritiene siano stati scritti effettivamente da un ufficiale dell’aviazione texana negli anni Settanta. Eppure la fonte confessò di averli falsificati, tanto che Rather fu costretto a dimettersi. Sempre un giornalista della CBS è al centro di un’altra vicenda raccontata nel film ‘Good Night, and Good Luck’ diretto da George Clooney nel 2005 e girato interamente in bianco e nero. La trama è incentrata sulla storia dell’anchorman Edward R. Murrow, interpretato da David Strathairn, che nel 1953 venne a conoscenza di una lista di proscrizione redatta dal senatore del Wisconsin Joseph McCarthy. C’erano i nomi di tutti i personaggi, più o meno noti, sospettati di essere filo-comunisti, alcuni inseriti in modo arbitrario e sottoposti a processi dalle modalità discutibili. Murrow condusse una serie di puntate del suo show ‘See It Now’ , denunciando le violazioni delle libertà civili e finendo nella lista dei nemici del senatore, che lo accusò di avere contatti con l’Unione Sovietica.

LA STRAGE DI USTICA – Il primo film italiano che affronta il tema dell’inchiesta giornalistica su un fatto realmente accaduto risale al 1991. A dirigerlo è Marco Risi. ‘Il muro di gomma’ racconta la storia di un giornalista del Corriere della Sera che per dieci anni ha seguito le indagini sulla strage di Ustica, cercando di fare chiarezza sull’incidente nel quale morirono 81 persone. Si tratta dell’inviato Andrea Purgatori che, tra l’altro, è uno degli sceneggiatori ed appare anche in un cameo, interpretando uno dei membri della commissione d’inchiesta sul disastro.

LE STORIE DI ILARIA ALPI E GIANCARLO SIANI – È del 2003 il film ‘Ilaria Alpi – Il più crudele dei giorni’ per la regia di Ferdinando Vicentini Orgnani. L’attrice Giovanna Mezzogiorno ha dato il volto alla giornalista del TG3 uccisa in Somalia insieme all’operatore Miran Hrovatin il 20 marzo 1994. L’inviata seguiva la guerra civile somala e indagava su un traffico di armi e rifiuti tossici. Sei anni dopo il film dedicato alla memoria e al coraggio di un altro giornalista italiano. Nel 2009, infatti, Marco Risi gira ‘Fortapàsc’ sceneggiato, non a caso, sempre da Andrea Purgatori. Nel titolo si evoca con una metafora western trasformata dal dialetto napoletano l’assedio del territorio da parte della malavita. Il film descrive le ultime fasi della vita di Giancarlo Siani, giornalista pubblicista ucciso nel 1985, pochi giorni dopo aver compiuto 26 anni, a pochi metri da casa sua, nel quartiere napoletano del Vomero. Siani è l’unico giornalista ucciso dalla camorra, per le sue inchieste scritte per ‘Il Mattino’ prima da Torre Annunziata e poi da Napoli.

LE INCHIESTE RACCONTATE DA HOLLYWOOD – Un film di denuncia e di alto impatto emotivo, girato magistralmente da Michael Mann nel 1999 è ‘Insider’. Racconta la storia di Jeffrey Wigand (Russell Crowe), un informatore dell’industria del tabacco che nel 1995 decise di denunciare nel programma d’informazione televisiva ’60 Minutes’ della CBS un’alterazione nella composizione chimica delle sigarette. A convincerlo il produttore Lowell Bergman, interpretato da Al Pacino. Storia vera anche quella su cui si basa il film ‘Zodiac’ diretto da David Fincher nel 2007. Al centro il ‘Killer dello Zodiaco’ che sconvolse San Francisco tra gli anni Sessanta e Settanta. Meno aderenti alla realtà le dinamiche redazionali e le vicenda affrontate dai protagonisti. Infine ‘Spotlight’, il film di Thomas in uscita nelle sale italiane e candidato a sei Oscar. La storia è quella dell’inchiesta seguita nel 2001 dal Boston Globe che sfociò in quello che è conosciuto come il ‘Massachusetts Catholic sex abuse scandal’. Molte le denunce che scaturirono sui casi di pedofilia all’interno della diocesi cattolica di Boston e sui tentativi messi in atto per coprire gli abusi. Nel 2003 i giornalisti vinsero il premio Pulitzer. Chissà che non sia di buon auspicio anche per il film.