E’ durata meno di 24 ore la candidatura del professore negazionista Antonio Caracciolo alle comunarie M5s di Roma. Il Movimento dopo le polemiche ha infatti avviato la sospensione dell’aspirante primo cittadino perché, spiegano fonti parlamentari all’agenzia Ansa, “fondamentale è il principio secondo cui la libertà di espressione è imprescindibile ma è altrettanto inderogabile la memoria di una delle pagine più buie e drammatiche della storia dell’umanità: l’Olocausto“.

Il professore all’Università Sapienza di Roma nel 2009 era finito sotto accusa per le frasi pronunciate in merito allo sterminio degli ebrei. “E’ una leggenda”, aveva detto Caracciolo, “usata per colpevolizzare i popoli vinti”. E le camere a gas “non sono mai state provate storicamente”. Ex militante di Forza Italia, il docente ha sempre difeso il suo diritto di esprimere la propria opinione e ha anche detto di essere stato prosciolto nel 2010 dal Consiglio universitario nazionale “per insussistenza del fatto e del diritto”.

“La posizione di Caracciolo era sfuggita”, ha commentato la deputata Roberta Lombardi, “abbiamo fatto uno screening, ma non si riesce a vedere tutto. Ciò però dimostra che pubblicare tutto online prima del voto funziona, perché ciò che sfugge viene segnalato dalla rete. Nella dichiarazione di intenti Caracciolo invece di preoccuparsi per Roma raccontava la sua storia. Per noi la libertà d’espressione è fondamentale, ma prima viene la condanna assoluta di eventi come il Genocidio“.