Ora che anche il Tribunale del riesame ha confermato la misura degli arresti ai domiciliari, disposta nei suoi confronti dal giudice per le indagini preliminari (gip) di Napoli, la sorte del senatore di Forza Italia Domenico De Siano dipenderà dal verdetto dei suoi ‘pari’. Il 18 gennaio il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso ha inoltrato alla Giunta delle elezioni e delle immunità la richiesta di autorizzazione, con la relativa documentazione, trasmessa dalla magistratura. E adesso toccherà all’organismo guidato da Dario Stefàno – che si riunirà martedì prossimo per esaminare il caso – valutare se concedere o meno il via libera all’esecuzione della misura cautelare. Formulando un parere che sarà poi sottoposto al voto dell’Aula.

Il procedimento penale a carico del parlamentare azzurro, che all’epoca dei fatti contestati non era ancora senatore, verte su tre gare d’appalto relative alla raccolta di rifiuti nei comuni di Forio e Lacco Ameno, sull’Isola di Ischia, e di Monte di Procida. In particolare, sulle presunte connivenze tra l’amministrazione del comune di Forio e la società Ego Eco, incaricata del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti assegnato mediante procedura negoziata. Analoghe anomalie sussisterebbero, secondo gli inquirenti, in merito all’appalto per il comune di Lacco Ameno, dove la stessa impresa gestiva il medesimo servizio.

Nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Napoli, Claudia Picciotti, sono in tutto sei le ipotesi di reato a carico di De Siano. Si va dall’associazione per delinquere in relazione “all’assegnazione/aggiudicazione di appalti e commesse per la gestione della raccolta dei rifiuti”. Al concorso in corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (3 capi d’imputazione) perché, con altre persone, “si facevano dare e/o promettere da Ciummo Vittorio (coindagato), titolare e gestore della Ego Eco srl, svariati beni ed utilità”. Tra i quali: “La somma complessiva di 30 mila euro, consegnata in tre tranche”; “l’assunzione di diverse persone, presso i diversi cantieri della società Ego Eco”; e la somma di “5 mila euro a titolo di sponsorizzazione della squadra di calcio di Lacco Ameno”.

Tra le ipotesi di corruzione contestate a De Siano (sempre in concorso) c’è anche l’accusa di aver fatto “pressioni” per “l’aggiudicazione prima ed il mantenimento poi” dell’appalto “per l’affidamento del servizio di raccolta integrata dei rifiuti” alla Ego Eco, “benché priva di due requisiti essenziali e nonostante l’avvenuta impugnativa dell’aggiudicazione definitiva” da parte dei controinteressati, “agendo poi in autotutela, con l’annullamento della determina” solo in data 17 maggio 2012. Al senatore di Forza Italia, la procura di Napoli contesta anche due ipotesi di reato per concorso in turbata libertà degli incanti. Il primo relativo alla “pubblica gara di appalto per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti nel comune di Monte di Procida”. Anche in questo caso “revocato in autotutela solo a seguito di formale contestazione dei controinteressati”. Il secondo per aver turbato “le procedure di gara di appalto per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti nel comune di Forio, al fine di favorire la società Cite”. Tutti fatti nei quali De Siano sarebbe coinvolto nella sua duplice veste di consigliere comunale di Lacco Ameno e di consigliere provinciale.

Non sussisterebbero, peraltro, impedimenti all’utilizzabilità delle intercettazioni a suo carico acquisite dalla Procura di Napoli nel corso delle indagini, dal momento che all’epoca dei fatti l’esponente dell’allora Pdl (la cui audizione in Giunta è fissata per il 16 febbraio) non era ancora senatore (lo è diventato nel 2013). La guarentigia riconosciuta dalla Costituzione ai parlamentari, infatti, non si applica retroattivamente ma opera solo dal momento dell’elezione. “Rimetto immediatamente nelle mani del presidente Berlusconi l’incarico di Coordinatore regionale del partito: non voglio in alcun modo che la mia vicenda possa essere oggetto di strumentalizzazione politica e danneggiare Forza Italia”, aveva dichiarato il 15 gennaio scorso dopo aver appreso della misura cautelare disposta a suo carico dal gip. Rinunciando, peraltro, “a qualsiasi prerogativa parlamentare per poter essere giudicato, spero nei tempi più rapidi possibili, da cittadino comune”.

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