Ieri sono stato davanti a Montecitorio insieme ai molti manifestanti di Greenpeace e non solo, per chiedere al governo l’Election Day.

Il tema centrale era il referendum contro le trivellazioni, che volevamo in contemporanea con il primo turno delle elezioni amministrative della prossima primavera. Da candidato come sindaco di Roma alle primarie del centrosinistra, ho chiesto a gran voce l’Election Day e ho chiesto agli altri candidati di esprimersi, per una questione di coscienza: prima di tutto per la tematica così importante come quella delle trivellazioni, che causerebbero un impatto ambientale gravissimo per l’ecosistema, ma anche per una questione di natura economica. Inserendo il referendum nel primo turno di elezioni amministrative si sarebbero risparmiati 300 milioni di euro per una nuova apertura dei seggi e tutto ciò che ne comporta. Ma nessuno degli altri candidati mi ha seguito su questa strada e, quel che è peggio, il governo alla fine ha deciso di votare separatamente, imponendo la data del 17 aprile per il referendum NoTriv.

Sit-in Green Italia e Verdi contro programma energetico governo Renzi

Peccato, perché l’election day sarebbe stato un atto di responsabilità; non solo nei confronti dell’ambiente, che da sempre è uno dei temi che mi sta più a cuore, ma anche responsabilità civile per evitare alle casse statali una spesa enormemente maggiore rispetto a quella che dovremmo affrontare con una votazione ex novo.

La responsabilità da “padre di famiglia”, dovrebbe far parte di quel sentire comune che porta alla coesione delle forze per avere un Paese migliore, più sostenibile, non solo da un punto di vista strettamente ecologico e ambientalista. Visto che il governo non sembra sentirla, lo faremo noi.

Con l’impegno di tutti per vincere anche questa sfida e portare tutti a votare SI all’abrogazione della norma che fermerà le trivelle pronte a distruggere e inquinare. Dobbiamo farlo per noi, per l’ambiente e per il nostro futuro.