Ancora nulla di fatto. Nemmeno il consiglio dei ministri notturno di mercoledì ha varato i criteri per l’assegnazione dei rimborsi agli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti che hanno perso in tutto 329 milioni di euro in seguito al decreto salva banche. Le norme erano attese entro gennaio, poi i tempi si sono allungati per presunto rischio di incostituzionalità del testo iniziale. Il 4 febbraio sembrava la volta buona, ma il governo ha rimandato tutto a questa settimana. Ora fonti dell’esecutivo riferiscono che le norme per scremare chi si vedrà restituire qualcosa e chi no e per nominare gli arbitri saranno contenute in un decreto ministeriale e un decreto della presidenza del Consiglio.

L’obiettivo, stando alla versione ufficiale, è quello di “velocizzare l’iter”, perché il decreto ministeriale non ha bisogno della successiva conversione in legge. Ma le associazioni dei consumatori non ci stanno. “Il governo Renzi fa ancora una volta una pessima figura e rimanda alle calende greche i sacrosanti risarcimenti che spettano ai risparmiatori danneggiati dal salvataggio delle 4 banche”, attacca il Codacons. “Una scelta assurda e offensiva”, commenta il presidente Carlo Rienzi, “che dimostra come l’esecutivo navighi ancora in alto mare in materia di risparmio e sia incapace di prendere decisioni urgenti per dare risposte a migliaia di investitori che hanno perso i propri soldi”.

Con la decisione di oggi, i risparmiatori, conclude Rienzi, “sono doppiamente beffati: prima hanno perso tutti i propri risparmi a seguito della decisione del Governo, ora sempre per colpa del Governo vedono rimandata chissà a quando la possibilità di ottenere indennizzi”.