A volte ritornano. Si intitolava così la più famosa raccolta di racconti del maestro del terrore, Stephen King. E succede davvero. Specie a Sanremo. Specie quest’anno. Tutti i superospiti della sessantaseiesima edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, almeno gli italiani, sono transitati in gara da queste parti. Di più, tutti hanno avuto momenti importantissimi della propria carriera da queste parti. Quasi tutti, eccezion fatta per Renato Zero, hanno vinto, e in ogni caso il cantautore romano aveva scelto proprio il palco dell’Ariston per annunciare il suo ritiro dalle scene, ormai venticinque anni fa, nel 1991.

Il fatto che Zero quest’anno faccia ritorno da quelle parti, e che in questi venticinque anni abbia dato abbondante seguito a Spalle al muro, il brano regalatogli da Mariella Nava per il suo quarantesimo compleanno e che, appunto, doveva simboleggiare il suo addio alle scene, attesta che qualcosa è andato storto, a quel proposito, ma di questo parleremo nei prossimi giorni. Perché il primo superospite di quest’anno è una artista che dal Festival è partita, e che al Festival è poi tornata, in gara e anche in veste di superospite. Parliamo di Laura Pausini, la nostra cantante pop più famosa al mondo. La più amata in patria e all’estero, ci dicono gli oltre settanta milioni di copie vendute in poco più di vent’anni di carriera e anche una serie impressionante di premi messi insieme, dalla vittoria di Sanremo Giovani nel 1993, appunto, con La solitudine, al secondo posto tra i Big l’anno successivo, con Strani amori, dietro Passerà di Aleandro Baldi, all’infornata di Dischi d’Oro e di Platino, fino a arrivare ai premi internazionali come i Grammy, lei sola con Domenico Modugno insignita del massimo riconoscimento musicale al mondo.

Non bastassero i premi da mettere in bacheca, non bastassero le decine di copie vendute, i tanti duetti con artisti internazionali, i programmi che l’hanno vista protagonista all’estero, da The Voz in versione Mexico e Spagna, fino al recente La Banda, in compagnia di Ricky Martin e Alejandro Sanz, ci sono i tour mondiali, susseguitisi nel corso degli anni a ogni uscita discografica, tutti baciati dal successo, in Italia come in Europa e tanto più in Sud America, dove la nostra è venerata come una regina. Regina che è stata la prima artista donna a riempire San Siro, da sola, il 2 giugno 2007, e che poi è tornata lì accompagnata da tante e tante colleghe nel 2009, per il concerto benefico Amiche per l’Abruzzo, atto a raccogliere fondi per le vittime del terremoto che distrusse L’Aquila il 6 aprile dello stesso anno.

Insomma, che Laura Pausini sia la nostra artista donna numero uno non ci sono dubbi, e sul fatto che sia intimamente legata all’Ariston e al Festival della Canzone Italiana nemmeno. Ne ha parlato lei stesso, con lo stile diretto e schietto che la contraddistingue da sempre sui social, nella sua pagina Facebook, dove alcuni giorni fa ha confessato di “farsela sotto” al pensiero di tornare in quel luogo. E in effetti è facile immaginare come anche lei, ormai abituata a cantare di fronte a folle oceaniche, proprio nella piccola cornice del teatro sanremese, si trovi a rivivere le emozioni che ha provato nel 1993, quando giovanissima e ancora impacciata ha sorpreso platea in sala e pubblico a casa con una voce portentosa, allora come oggi potente e diretta, quasi inimmaginabile dietro quella faccia acqua e sapone di ragazzina romagnola, vestita in maniera molto classica, la giacca svasata a evidenziare i fianchi e una pettinatura che, si suppone, sia costata pene corporali inenarrabili al responsabile del trucco e parrucco.

Giusto quindi partire da lei, giunta a Sanremo dopo l’uscita del suo nuovo album, Simili, già doppio disco di platino, ma lontano, lontanissimo dai risultati raggiunti in passato. Una ottima occasione per promuoverlo di fronte a un pubblico che ha in passato dimostrato di amarla, in un passaggio televisivo che rende felice padrone di casa e ospite. Uno cosciente di avere un nome di punta da mostrare con orgoglio in scaletta, l’altra cosciente di avere qualche milione di persone da raggiungere per far sapere loro che è uscito il suo nuovo attesissimo album. Anche in questo Sanremo è Sanremo.