Scontro concitato in più atti tra il filosofo Umberto Galimberti e il direttore de La Croce Mario Adinolfi, durante Fuori Onda, su La7. Il dibattito è innescato dal dietrofront di Beppe Grillo che ha invocato per i parlamentari la libertà di coscienza sul ddl Cirinnà. Adinolfi si arroga il merito di aver contribuito a questa “posizione lucida di Grillo”, come lui stesso la definisce, grazie alla mobilitazione del Family Day. Galimberti non è d’accordo: “La strategia di Grillo non è per niente strana: quando i problemi della gente vanno in mano ai politici, allora smettono di essere problemi della gente e diventano strumenti per farsi la guerra tra di loro. Quella di Grillo non è una posizione lucida, come dice Adinolfi” – continua – “ma è veramente oscura e brutta. Peraltro, spesso la coscienza non è una parola bella. Basti pensare ai medici che in libertà di coscienza non fanno gli aborti. I medici sono funzionari della salute pubblica, devono rispondere a una società, non alla loro coscienza, che è un cerchio troppo ristretto. E’ semplicemente un soggettivismo che non è in grado di risolvere problemi oggettivi e i problemi della gente“. Si scatena la polemica, quando Adinolfi interrompe più volte il filosofo, che sbotta: “E la smetta di interrompermi, abbia pazienza, lo so che è una sua tecnica. Sono svantaggiato anche di fronte alla prepotenza dei cattolici, sono tutti svantaggiati quando diventano così aggressivi”. Galimberti dissente anche dal leader radicale, Marco Pannella, ospite in studio, applaudito invece da Adinolfi: “Quali sarebbero le prove scientifiche a cui dovremmo sottoporci? Vedere i bambini che crescono con 2 donne o 2 uomini si ammalano, sono traumatizzati, diventano psicopatici? Questo bisogna verificare? Scherziamo? Ma cosa tiriamo in ballo la scienza che non ha nessuna possibilità di essere verificata in ambito psichico?”. Gli animi si riscaldano nuovamente quando si discute di utero in affitto. Galimberti perde la pazienza, di fronte alle interruzioni di Adinolfi: “Io coi cattolici non parlo più”. “Questo si chiama dibattito” – controbatte il giornalista cattolico – “Anche noi spesso subiamo le sue ire“. La discussione si sposta poi sul contestato tweet di Roberto Formigoni e sulla legge anti-omofobia, definita “liberticida e allucinante” da Adinolfi. Galimberti osserva: “Il tweet di Formigoni? Dimostra che nella stanza dei bottoni ci sono persone volgari e dei bevitori, per usare il linguaggio dell’osteria. Formigoni così lascia vedere di che natura è fatta la sua anima, quale delicatezza lo caratterizza e che qualità comunicative possiede. E’ un vero disastro. Dovrebbe essere sanzionato“. Galimberti ha un nuovo scontro con Adinolfi e sottolinea: “Essendo stato a scuola da Karl Jaspers, lui mi ha insegnato che esistono i credenti e i militanti della fede. Voi siete militanti della fede che badate più alla guerra che al contenuto del problema che vi sta davanti. Non si guerreggia per le proprie idee, ci si confronta“. Il giornalista replica: “Lei doveva vedere le famiglie del Family Day: gli striscioni, le persone, non c’era neppure una parola di astio verso qualcuno. Era un popolo platealmente pacifico e clamorosamente mite“. “Lei non si affidi alle masse. La militanza nella fede si chiama intolleranza“. E sul pellegrinaggio dei fedeli per la salma di Padre Pio a Roma aggiunge: “Questi sono i cascami della religione. La religione e la fede sono manifestazioni di interiorità, non di adunate e di devozioni esasperate. Una fede che si affida ai miracoli non è una fede, è semplicemente una superstizione, una religione infantile”