Benvenuti a Ten Talking Points, l’unica rubrica che ha trovato l’ultima giornata di campionato noiosa come un simposio sulla lattuga asturiana moderato da Sandro Gozi. Altre considerazioni.

1. Che Gue Sarri supera il Napoli di Maradona e raggiunge l’ottava vittoria consecutiva. Arbitro disastroso, Carpi dignitosissimo. Valdifiori rallenta il gioco e non è Jorginho, ma a me piace. Higuain non si ferma più, Koulibaly è rinato. Il Commodoro Marxista è riuscito a tenere dietro un’avversaria in grado di vincerne 14 di fila. Sabato potrebbe bastare un pareggio, ma questo Napoli non è progettato per fare calcoli e salire a +5 significherebbe ipotecare lo scudetto. E il perennemente malmostoso Che Gue Sarri lo sa: sia lode.
2. La Juve è stanca, ma Buffon è persino più inoperoso di Seba Rossi nel Milan di Capello. Allegri è tentato dal Chelsea e continua ad avere con Marotta un rapporto così sereno da ricordarmi quello tra Majorino e Balzani. Quattordici strike di fila non sono bastati per tornare in vetta e la sensazione deve essere un po’ frustrante. Dybala ricorda Sivori non solo nei calzettoni e Cuadrado giganteggia nella sua continua ripetitività anarchica. Col Napoli mancheranno Mandzukic, la spalla migliore per Dybala, e forse Chiellini (oltre a Caceres). Da notare che Allegri ha rischiato a Frosinone il diffidato Bonucci, a conferma di quanto temesse (giustamente) la trasferta. Se dovessi farei un pronostico, direi 55% Juve e 45% Napoli, sia per sabato che in ottica scudetto. Beninteso, se sbagliassi, vivrei comunque assai serenamente.
3. Esiziale pareggio dell’Inter a Verona. Prestazione pugnace e veemente. Granitica la tenuta difensiva, rutilante la fase costruttiva con un Felipe Melo che ha irrorato grazia per tutto il primo tempo (ingiusta la sostituzione: il secondo cartellino giallo sarebbe stato come sempre sontuoso). Irrinunciabile l’apporto di Ljajic dal 90’. Mancini ha detto che è molto fiducioso per il terzo posto. Fa bene: Champions League con agio. E in ogni caso scudetto sicuro ad aprile (aFifa 99).
4. La Roma è l’unica squadra ad essersi rafforzata a gennaio. Infatti il Faraone (bella mossa venderlo, Galliani) e Perotti (bella mossa non comprarlo, Galliani) sono puntualmente decisivi. Spalletti è alla terza vittoria consecutiva, non senza dosi di fortuna nell’ultima mezzora. Se il terzo posto non fosse già dell’Inter, i giallorossi potrebbero sperarci davvero.
5. Ferri corti a Firenze, città brava come nessuno a farsi male da sola. Della Valle dice che i ruoli vanno rispettati, cosa che l’ambizioso Paulo Sousa non farebbe. Nel frattempo l’allenatore chiede un difensore (forte) e loro gli comprano Tello e Zarate: un po’ strana, come concezione dei “ruoli da rispettare”. Tello sta comunque piacendo e la Fiorentina, quasi suo malgrado, resta terza. Domenica sera la Viola verrà però ovviamente irrisa dalla corazzata di Telles e compagni: scontato lo 0-7 per l’Inter, con almeno 5 reti di Nagatomo.
6. Alla Fiorentina è arrivato anche Kone, giocatore molto curioso: segna solo in sforbiciata. Praticamente è il terzo gemello Derrick.
7. Strepitoso il Camerata Miha a Novantesimo Minuto, quando ha vilipeso Mazzocchi con furore antico. L’ho visto in forma. Sfortunatamente per lui, nei 90 minuti precedenti si era visto il solito Milan che vorrebbe ma non può. Migliore in campo Donnarumma, che ha evitato il 2-0 (Lodi) nell’azione immediatamente precedente al gol del decatleta Niang. Bacca ha sbagliato più gol ieri che in tutta la stagione, Bertolacci nel primo tempo sembrava Fassina (come efficacia e carisma, intendo dire) e il Milan senza Bonaventura continua ad avere meno idee di Giovanardi. Sull’1-1 è stata anche sfortunata, ma resta una squadra da sesto-ottavo posto. Terzi, mai. Ah: il Balotelli attuale mette più tristezza di una puntata di Made in Sud.
8. A Civitanova Marche hanno esonerato un allenatore reo di essere primo con otto punti di vantaggio sulla seconda. Se fosse questo il metro di valutazione, Mancini meriterebbe una cura medioevale come neanche Marcellus Wallace in Pulp Fiction.
9. Prima di sabato sera eravamo tutti un po’ convinti che il grado massimo di insipienza mentale coincidesse con Gasparri, ma Mati Fernandez con la sua espulsione ha oggettivamente rimesso in discussione tutte le nostre certezze esistenziali.
10. Giovedì sera il mio amico Nardella era ospite di Virus, l’unico talkshow che ha il nome che si merita. A un certo punto il conduttore gli ha chiesto quali fossero le sue letture fondanti. Il grande Nardy ha risposto così: “Il Capitale di Marx, la biografia uffciale di Carlo Pistarino e Ten Talking Points di Scanzi”. Lo ringrazio molto.

A lunedì prossimo, e che la Picierno irradi sempre il vostro cammino con i suoi scontrini lisergici.