Due burattinai arrestati perché accusati di apologia del terrorismo. Succede a Madrid dove i due titiriteros di 29 e 34 anni sono stati arrestati alla fine di uno spettacolo in programma per Carnevale a Tetuàn, un distretto della capitale. La polizia ha fermato i due artisti dopo le denunce di alcuni dei genitori che avevano portato lì i propri bambini. Alla rappresentazione assistevano una trentina di bambini tra 1 e 6 anni: alcuni genitori che accompagnavano i figli hanno abbandonato la piazza scandalizzati mentre altri hanno cercato di interrompere lo spettacolo in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine. Lo spettacolo è stato poi interrotto dalla polizia municipale alla fine della prima parte. Ma l’amministrazione locale ora è finita sotto accusa per aver autorizzato il copione dello spettacolo: il Comune si è difeso dicendo di aver ricevuto un testo diverso da quello messo in scena. Non basta e ora il caso diventa politico e coinvolge la sindaca Manuela Carmena, simbolo della vittoria di Podemos. La sindaca pone l’opera nel solco del Carnevale, un periodo di satira e “rottura dei limiti della libertà di espressione”: la Carmena dice di capire coloro che difendono i burattinai, come il leader di Podemos Pablo Iglesias e la collega sindaca di Barcellona Ada Colau, ma “disconosce” il contenuto dei loro tweet. Iglesias ha criticato l’arresto dei due attori denunciando che “in un paese democratico qualcuno possa finire in carcere per un’opera di teatro”: “Mi sembra una assurdità, mi sembra una cosa molto grave, è come mettere in carcere Dario Fo!”.

Ora i due marionettisti, appartenenti alla compagnia Titeres desde abajo (Burattini dal basso) e ingaggiati alla festa dal Comune, saranno sentiti dall’Audiencia Nacional, il tribunale spagnolo che indaga sui reati collegati con il terrorismo. Da accertamenti è emerso che i due hanno precedenti per appartenenza a gruppi anarchici. Secondo il racconto dei genitori dei bambini durante lo spettacolo La strega e don Cristobal sono stati messi in scena episodi cruenti come violenze sessuali, impiccagioni e aggressioni ad agenti di polizia e inviti ai piccoli spettatori ad “occupare le case vuote”. Uno spettacolo concluso con un cartello con la scritta in basco “Gora Alka-Eta”. Sulla parola Eta non c’è bisogno di spiegazioni: è la sigla dei terroristi baschi. Ma secondo il giudice che ha convalidato l’arresto, la parola Alka è un riferimento ad al Qaeda.

Ma ora da giudiziario il caso diventa politico. Il sindaco Manuela Carmena è un ex giudice della Corte suprema di Spagna e in passato era stata minacciata dall’Eta. Ha definito questo fatto “inaccettabile, inadeguato per i bimbi, deplorevole”. “Il Comune non sapeva” della natura dello spettacolo, ha aggiunto. Ma è comunque “un errore grave”: “Ci devono essere responsabilità delle persone che non hanno fatto quello che dovevano, forse per un eccesso di fiducia”. Il problema è che, almeno sulle prime, Ahora Madrid – la lista appoggiata da Podemos – ha difeso i burattinai dicendo che si tratta di satira, difendendo “la libertà di espressione”. Il coordinatore per le feste di Carnevale è già stato rimosso: “Dice che non ha mai saputo il contenuto dello spettacolo – dichiara Carmena, magistrato e ex giudice supremo della Corte suprema di Spagna – Ma certo avrebbe dovuto conoscerlo”. Sarà aperta un’inchiesta interna. A rischiare ora è anche l’assessore alla Cultura Celia Mayer. Intanto l’associazione vittime del terrorismo ha denunciato al tribunale nazionale Carmena, Mayer, i due burattinai e il direttore artistico per la programmazione del Carnevale (già rimosso).