Condannato in via definitiva, ma riabilitato: dopo solo sei mesi di sospensione riavrà il vitalizio. L’ex deputato della Democrazia cristiana Gianmario Pellizzari riprenderà la sua indennità di 5mila e 481 euro al mese, più gli arretrati dal 31 agosto a oggi. Lo ha deciso l’Ufficio di presidenza della Camera con il voto contrario del Movimento 5 stelle e due astensioni dopo che il Tribunale di sorveglianza della Corte d’Appello di Venezia ha accolto l’istanza di riabilitazione.

Solo a luglio scorso le nuove regole di Camera e Senato avevano stabilito la revoca del vitalizio per gli ex parlamentari condannati per reati di mafia, terrorismo e contro la Pubblica amministrazione con pene superiori a 2 anni di reclusione. Ma il provvedimento era stato approvato zoppo: all’ultimo minuto era stata inserita la possibilità di essere riabilitati. La riabilitazione è una misura scontata che viene data a chiunque non commetta più reati per un certo periodo di tempo. Così è stato per Pellizzari, primo caso a beneficiare di una sorta di sanatoria: dopo la revoca di luglio, ha presentato, il 31 agosto 2015, un’istanza di riabilitazione che è stata accolta. L’ex deputato era stato condannato nel 1996 a otto anni per bancarotta fraudolenta: era stato infatti ritenuto colpevole del fallimento di una società farmaceutica.

“Lo avevamo detto sin dal principio, ora i fatti ci hanno dato ragione”, ha commentato il deputato Riccardo Fraccaro del Movimento 5 stelle, “la pseudo-riforma Pd dei vitalizi agli ex parlamentari condannati è una beffa ai danni dei cittadini. I partiti non hanno cancellato gli assegni d’oro concessi agli onorevoli pregiudicati, hanno solo sospeso in via temporanea l’assegno a 10 ex onorevoli pregiudicati su oltre 1500. E adesso uno di loro ha riottenuto il vitalizio più gli arretrati. Non dimentichiamo poi che la riabilitazione è una misura che, va sottolineato, ha effetti civili ma non cancella affatto la condanna”.