Il Dna spazzatura potrebbe avere un ruolo nella lotta contro il cancro al seno. “Il numero di cellule del nostro corpo viene regolato dai meccanismi attraverso i quali le cellule stesse si replicano per rimpiazzare quelle che muoiono – spiega Adele Murrel dell’università di Bath, a capo del lavoro finanziato dalla Charity Cancer Research Uk e pubblicato su Nature Communications – A volte, però, gli interruttori che controllano la crescita cellulare si inceppano in posizione ‘on’, e da questa iper-proliferazione si sviluppa un cancro. Quando poi la massa tumorale continua a crescere, le cellule ‘si affollano’ e per trovare nuovo spazio si staccano dal tumore, cambiano forma, riescono a entrare nella circolazione sanguigna e invadono altre parti del corpo formando metastasi. Una catena di eventi coordinata da un network di geni che regola la trasformazione delle cellule e la loro mobilizzazione”.

Lovorka Stojic del Cancer Research Uk Cambridge Institute, prima autrice dello studio, ha dimostrato che una porzione di Rna non codificante – una sequenza trascritta da un corrispondente frammento di junk Dna – è in grado di bloccare la trasformazione della cellula sana in cellula cancerosa. Questo possibile alleato della lotta ai tumori si chiama GNG12-AS1, e poiché la regione genetica in cui si trova risulta spesso danneggiata nelle pazienti con tumore al seno, gli scienziati ipotizzano un suo possibile ruolo contro il big killer femminile.

Utilizzando sequenze genetiche dette siRnas (brevi Rna interferenti), che in modo specifico impediscono la sintesi dell’Rna non codificante o lo distruggono appena si forma, gli studiosi hanno anche descritto i due meccanismi che permettono all’’Rna spazzaturà GNG12-AS1 di mantenere le cellule sane: il primo regola i livelli di un gene vicino (DIRA33) coinvolto nella replicazione cellulare, il secondo sopprime una serie di geni che consentono alla cellula di cambiare forma per diventare metastatica.

Secondo l’équipe inglese, la nuova scoperta potrebbe essere utilizzata per cercare di capire l’eventuale funzione di altri Rna non codificanti e sviluppare potenziali terapie geniche contro il cancro.
“Solo una piccola frazione del nostro Dna contiene i geni – commenta Kat Arney, science communication manager di Cancer Research Uk – e sappiamo che almeno alcune delle altre porzioni, spesso liquidate come spazzatura, giocano un ruolo importante nel controllare come i geni vengono accesi e spenti al momento giusto e nel posto giusto. Ricerche come queste stanno contribuendo alla comprensione del funzionamento del Dna non codificante, mettendo in luce il possibile ruolo nello sviluppo del cancro e aprendo a nuovi approcci per combattere la malattia“.

L’articolo su Nature