Roma, Hotel Ergife. Ritrovo alle ore 8.30 per uno degli appuntamenti più importanti della vita lavorativa: l’esame da giornalista professionista. Peccato che per i 180 candidati, ed in particolare le quasi 90 donne iscritte alla sessione, ci sia un ostacolo in più da superare: il terribile metal detector attraverso cui passare prima di arrivare in aula, che non perdona pc, smartphone e tablet che potrebbe avvantaggiare gli aspiranti reporter durante la prova. Ma che suona all’impazzata anche per qualsiasi oggetto di metallo, scatenando un caos che dura ore.

Rallentamenti e disagi per tutti i candidati, già sotto stress per l’importanza della prova. Imbarazzi soprattutto per le ragazze, però. Perché se agli uomini è bastato togliersi orologi, catenine e braccialetti, in certi i casi anche le scarpe, per le donne il problema è stato un po’ più “intimo”: il metal detector si è rivelato particolarmente sensibile ai gancetti dei reggiseno, in particolare di quelli a chiusura magnetica tanto in voga di recente. Il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino, lo aveva detto nel vademecum di preparazione: nel glossario inviato a tutti gli iscritti c’era un’apposita sezione intitolata “reggiseno”. “Ecco che infilo la testa nella ghigliottina. Premesso che non lo indosso (sono pure dimagrito, da ultimo), una signora magistrato mi informa che la chiusura magnetica del reggiseno prodotto da una diffusissima marca… molto intima (niente pubblicità) fa impazzire il metal detector. Mi scuso con le colleghe, ma questo so e questo dico senza osare indicare rimedi (sono anche un po’ bacchettone e parlare di certe cose mi imbarazza)”. L’avvertimento evidentemente non è servito: forse non tutte avevano letto, molte assicurano che il metal detector ha fatto le bizze anche con i semplici gancetti. Sta di fatto che per sostenere l’esame la maggior parte delle candidate ha dovuto improvvisare una specie di spogliarello.

Via il reggiseno, davanti ad una pattuglia di ispettori formata da soli uomini. Visto che il problema si era già verificato in passato, stavolta nella sala delle ispezioni era stato approntato un piccolo separè dietro cui cambiarsi. Non proprio un baluardo di riservatezza, giusto due pannelli posizionati un po’ maldestramente accanto ai tavoli dove tutti i candidati, ragazzi compresi, dovevano lasciare borse e cappotti (qualcuno attardandosi un po’ più del dovuto per godersi lo “spettacolo”…). Almeno un passo avanti rispetto all’ultima volta, quando era stato chiesto di sfilarsi il reggiseno da sotto il maglione davanti a tutti. In certi casi, però, neanche lo striptease ha risolto la questione, col metal detector che continuava a suonare e illuminarsi allo sfilare delle ragazze senza biancheria. Col povero Iacopino che, accorso al perdurare dell’intoppo, si rivolgeva timido alla malcapitata dicendo: “Avvicinati che ti dico un segreto nell’orecchio”, alludendo al problema del reggiseno. E la ragazza, molto più esasperata che imbarazzata: “Presidente, è da un pezzo che me lo sono tolto il reggiseno, ma continua a suonare”, sventolando il capo di biancheria. Dopo due ore e mezza di code e lamentele, tutti sono riusciti a superare il temuto ostacolo. E in un paio di casi proprio irrisolvibili gli ispettori hanno deciso di chiudere un occhio. L’esame è cominciato alle 11.45 ed è finito sei ore dopo. Per i risultati ci vorranno una ventina di giorni, poi a marzo gli idonei dovranno sostenere la prova orale. L’ultima per diventare professionisti, stavolta senza bisogno di spogliarsi.