“Atahotels, già nel giugno 2014, aveva formalmente comunicato ad Enpam la volontà di opporsi al rinnovo delle locazioni di quattro strutture senza fornire motivazioni”. Dopo le proteste dei lavoratori contro l’annunciata chiusura di otto alberghi gestiti da Atahotels, la catena che UnipolSai ha ereditato al momento della fusione tra Unipol e la galassia della famiglia Ligresti, arriva la precisazione della cassa di previdenza dei medici e degli odontoiatri, proprietaria delle strutture. “Dopo un lungo silenzio”, ricostruisce in una nota l’ente, “nello scorso dicembre il gruppo alberghiero ha manifestato la propria disponibilità a discutere i termini di nuovi contratti per una sola parte delle strutture Enpam”. Che però nel frattempo aveva conferito gli hotel al fondo immobiliare chiuso Antirion, “la cui società di gestione ha quindi condotto quelle trattative poi interrotte per il mancato accordo sui termini economici e contrattuali”.

Fonti vicine al gruppo Unipol avevano al contrario fatto sapere che la proposta economica presentata da Atahotels a Enpam era stata ritenuta “congrua” e la firma congiunta era in dirittura d’arrivo ma poi la cassa, senza motivo, aveva interrotto la trattativa comunicando al tempo stesso la decisione di non accollarsi i dipendenti.

Il risultato, comunque, è che la catena si appresta a lasciare a casa circa 430 addetti tra Milano, Roma, Cagliari e la Valle d’Aosta. Chiuderanno il 15 febbraio, infatti, gli hotel Executive e Quark, i residence De Angeli, Ripamonti e Class nel capoluogo lombardo, l’hotel Villa Pamphili della Capitale, il residence Planibel di La Thuille e il noto Tanka Village di Villasimius. Caro a Jonella Ligresti e a tante personalità politiche e istituzionali che stando alle intercettazioni tra l’ex amministratore delegato di Fonsai Fausto Marchionni e Alberto Alderisio venivano ospitate gratis nel resort.

Secondo Cristian Sesena, della Filcams Cgil nazionale, “il rischio vero è che l’operazione sia studiata a tavolino per non assumere i dipendenti attuali, procedendo al momento opportuno alla vendita e conseguentemente a nuove assunzioni, magari sfruttando le agevolazioni fiscali previste dalla Finanziaria”. Unipol aveva giustificato la procedura di licenziamento con le perdite registrate nel 2013 e 2014, pari rispettivamente a circa 22,8 milioni di euro e 8,7 milioni. Questo nonostante l’andamento in controtendenza del 2015. Il primo incontro tra sindacati e impresa si terrà l’8 febbraio a Milano.