Nella nuova ‘Affittopoli’ del Comune di Roma non potevano mancare i parlamentari. Almeno per quanto riguarda il loro Circolo ricreativo. Il famoso Circolo Montecitorio (nella foto la piscina della prestigiosa struttura). Finito, insieme a decine di altri impianti comunali, nell’elenco delle strutture che l’amministrazione capitolina ha affittato in questi anni a prezzo di saldo. Appena 3.235,10 al mese, nel caso specifico, secondo i dati che la direzione della struttura ha fornito a ilfattoquotidiano.it. All’interno ci sono sette campi da tennis in terra rossa, uno da calcetto in manto sintetico, una palestra dotata dei più moderni macchinari. Senza dimenticare un campo da basket da playground e una piscina scoperta per sei corsie di 25 metri. E ancora: la palazzina sociale, il ristorante invernale, la mini club-house. La sala tv e la sala giochi. Più una sala biliardo. Il tutto per permettere a deputati e senatori (in carica ed ex), dipendenti di Camera e Senato e giornalisti parlamentari di rilassarsi dalle fatiche quotidiane.

OASI NEL PARCO  Si tratta di una cifra di poco superiore ai 2.726,30 euro inizialmente previsti dall’accordo stipulato nel 2007 fra i due contraenti per effetto dell’aggiornamento Istat. Anche se fino al 2014, a causa di debiti pregressi per circa 120 mila euro (su cui anche la costola romana del M5S aveva chiesto conto all’ex sindaco Ignazio Marino senza ricevere risposta), l’esborso era pari a 4.335,38 euro al mese. A sentirli, i diretti interessati respingono l’associazione del circolo con la famigerata “casta”. Perché “oltre ad essere un dopolavoro siamo un’associazione sportiva dilettantistica che, fra le altre cose, svolge attività di promozione sul territorio – ci tengono a precisare –. Nessuno dei 10 dipendenti percepisce stipendi d’oro: per questo dispiace finire sui giornali solo in casi simili”. Sarà. Certo è che si tratta di una piccola oasi di lusso nel cuore del parco del Tevere, a due passi dal celebre impianto sportivo dell’Acqua Acetosa nel quartiere Parioli, alla quale possono accedere gli inquilini di Montecitorio e Palazzo Madama che, per iscriversi, pagano 636 euro all’anno (53 euro al mese). Una tariffa a dir poco vantaggiosa se paragonata ai loro stipendi. La stessa cifra viene corrisposta dai dipendenti delle due Camere, che però versano un contributo aggiuntivo di 20 euro al mese. Con appena 30 euro al mese, inoltre, alla struttura possono iscriversi anche i familiari (purché conviventi).

INCOGNITA CONTI  E non basta. Porte aperte, come detto, pure ai giornalisti parlamentari: previa delibera del consiglio direttivo del Circolo, versano 888 euro all’anno (74 euro al mese). Mentre per gli esterni il discorso cambia: devono essere presentati da almeno tre soci e il direttivo deve deliberare la congruità dell’accesso. Per loro la quota associativa è più alta: 1.212 euro l’anno. Cifre che consentono ai circa mille soci di accedere alla piscina e ai campi da tennis: tutto il resto si paga a parte. Dal 1° gennaio scorso, però, al Circolo devono fare i conti con un problema di non poco conto. Se fino allo scorso anno le casse dell’associazione sportiva potevano infatti contare sul contributo della Camera, adesso Montecitorio ha deciso di chiudere i rubinetti. Si è così passati dai circa 200 mila euro del 2012 agli 80 mila del 2013, poi ulteriormente ridimensionati a 40 mila nel 2014. Fino a toccare il minimo storico di 10 mila nel 2015.

Twitter: @GiorgioVelardi